Fino a 1 mld per attuali e futuri interventi per consumatori, differite anche le più vicine scadenze previste dalla regolazione. Tutte le eventuali procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua per morosità - di famiglie e piccole imprese - vengono rimandate dal 10 marzo scorso e fino al 3 aprile 2020. Viene inoltre istituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, con disponibilità fino a 1 miliardo, per garantire la sostenibilità degli attuali e futuri interventi regolatori a favore di consumatori e utenti.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sull'intero territorio nazionale. Di seguito il testo del decreto.
 

 
L’assistente digitale (o smart assistant) è un programma che interpreta il linguaggio naturale tramite algoritmi di intelligenza artificiale ed è in grado di dialogare con gli esseri umani al fine di soddisfare diversi tipi di richieste (ad esempio: rispondere direttamente a  richieste di informazioni, fare ricerche su Internet, ricercare e indicare percorsi stradali, ecc.) o compiere determinate azioni (ad esempio: fare un acquisto online, regolare la temperatura o l’illuminazione di un’abitazione, chiudere o aprire serrature di case o automobili intelligenti, attivare elettrodomestici come la lavatrice, ecc.). Questa tecnologia è ormai molto diffusa e viene installata su vari dispositivi (la troviamo nei nostri smartphone, nelle auto, nelle case sotto forma di “altoparlanti intelligenti”).
  
Gli assistenti digitali possono raccogliere e memorizzare una grande quantità di dati personali - non solo relativi all’utilizzatore diretto, ma a chiunque si trovi nello stesso ambiente - riguardanti, ad esempio:
• scelte, preferenze e abitudini relative a stili di vita, consumi, interessi, ecc.; 
• caratteristiche biometriche, come ad esempio quelle della voce e del volto, se dotati di videocamera; 
• geolocalizzazione (posizione, percorsi abituali o frequenti, domicilio, indirizzo del posto di lavoro, ecc); 
• numero e caratteristiche (età, sesso, ecc.) delle persone che si trovano nell’ambiente in cui operano; 
• stati emotivi.
 
E’ quindi opportuno  cercare di fare un uso informato e consapevole di questi strumenti, per tutelare in modo adeguato i nostri dati personali e quelli di tutte le persone che entrano, volontariamente o meno, nel campo di azione degli assistenti digitali. 
 
Informati sempre su come vengono trattati i tuoi dati. Se per attivare l’assistente digitale o le eventuali app di gestione è necessario registrarsi fornendo dati personali, è bene leggere con attenzione l’informativa sul trattamento dei dati personali, che deve sempre essere disponibile, ad esempio sul sito dell’azienda che offre il servizio o nella confezione del dispositivo in cui è installato lo smart assistant (smartphone, altoparlante intelligente,ecc.).
 
In particolare, è importante cercare di comprendere:
• quali e quante informazioni saranno acquisite direttamente dall’assistente digitale (ad esempio, tramite microfono e/o videocamera); 
• come potrebbero essere utilizzati o trasferiti a terzi i dati raccolti (solo per far funzionare lo strumento o anche per altre finalità); 
• chi e come potrebbe ricevere i dati raccolti e se sono possibili, per qualsiasi ragione, accessi “in diretta” al microfono e alla videocamera dello smart assistant da parte di addetti della società che lo ha prodotto o della società che gestisce i servizi offerti dallo smart assistant; 
• dove sono conservati questi dati e per quanto tempo.
 
Non dire troppe cose allo smart assistant. Nel momento in cui si attiva per la prima volta lo smart assistant è meglio fornire solo le informazioni specificamente necessarie per la registrazione e attivazione dei servizi ed eventualmente utilizzare pseudonimi per gli account, soprattutto se riferiti a minori. In generale, si potrebbe decidere di evitare che questi ultimi possano utilizzare o smart assistant, impostando password o impronte vocali che limitano l’accesso al servizio solo a specifici utenti adulti.
 
Meglio evitare di utilizzare l’assistente digitale per memorizzare informazioni delicate come quelle relative alla propria salute, le password, i numeri delle carte di credito, ecc..
 
Occorre valutare anche rischi e benefici dell’eventuale accesso da parte dello smart assistant ai dati conservati sul dispositivo in cui è installato, come ad esempio l’archivio fotografico, la rubrica, il calendario dello smartphone, ecc.. 
 
Disattiva l’assistente digitale quando non lo usi. Quando è acceso ma non viene utilizzato, l’assistente digitale è  in uno stato detto di passive listening, una sorta di “dormiveglia” da cui esce non appena sente la parola di attivazione che abbiamo scelto.
 
Ecco allora alcune precauzioni: 
• (se è consentito) scegliere con cura la parola di attivazione, evitare parole di uso frequente (nomi di persona o di oggetti di uso quotidiano) che possono causare, qualora captate, attivazioni involontarie dello smart assistant; 
• ricordare che durante il passive listening l’assistente digitale è potenzialmente in grado di “sentire” (tramite il microfono del dispositivo su cui è installato) ed eventualmente anche di “vedere” (tramite la videocamera del dispositivo su cui è installato) tutto quello che diciamo e facciamo. Questi dati possono anche essere memorizzati e inviati a terzi, o comunque possono essere conservati non sul dispositivo, ma su server esterni.
 
Per evitare ogni possibile acquisizione e trasmissione non desiderata di dati, quando non si usa l’assistente digitale (ad esempio la notte, quando non si è in casa, ecc.), si può: 
• (se è consentito) decidere di disattivare il microfono o la videocamera o entrambi gli strumenti, a seconda dei casi, attraverso appositi tasti presenti sul dispositivo che ospita l’assistente digitale (ad esempio: smartphone, altoparlante intelligente, ecc.) o utilizzando le impostazioni sulle app di gestione;
oppure: 
• disattivare del tutto l’assistente digitale tramite le impostazioni del dispositivo su cui è installato, oppure spegnere direttamente il dispositivo che lo ospita. E’ una scelta forse un po’ scomoda, perché comporta il dover riattivare il dispositivo quando necessario; ma può servire a garantire una maggiore protezione della propria riservatezza.
 
Decidi quali funzioni dell'assistente digitale mantenere attive.
 
Se l’assistente digitale è in grado di svolgere particolari azioni, come inviare messaggi ad altre persone (tramite sms o sistemi di messaggistica), pubblicare contenuti sui social o effettuare acquisti online, si può decidere di: 
• disattivare tali funzioni; 
• inserire, laddove possibile, una password per autorizzare l’uso solo su specifica richiesta dell’utente.
 
Gli assistenti digitali, come tutti i dispositivi e servizi che sono parte dell’Internet delle cose (IoT), non si limitano ad essere in connessione con la rete, ma sono anche in grado di "dialogare" con altri dispositivi IoT. Questa capacità amplifica la possibilità di raccolta, incrocio dei dati e diffusione di informazioni personali. 
 
Ad esempio, gli assistenti digitali con funzioni domotiche possono essere connessi con oggetti e servizi presenti nelle nostre case, dagli elettrodomestici alle smart TV, dalle luci ai sistemi di sicurezza e videosorveglianza.
 
Si tratta di funzioni che semplificano la vita, perché in questo modo molti oggetti diventano controllabili a distanza con il solo utilizzo della voce. Tuttavia è sempre bene: 
• informarsi con attenzione su come e da chi vengono raccolti, elaborati, conservati ed eventualmente a chi vengono resi accessibili i dati personali; 
• considerare il possibile impatto sulla privacy domestica.
 
Occorre inoltre valutare se disattivare alcune funzioni di controllo domotico e inserire apposite password per controllare l’attivazione o disattivazione dei sistemi, in modo da poter utilizzare lo smart assistant con maggiore sicurezza. Si pensi, ad esempio, al rischio eventuale che la voce dell’utente venga in qualche modo captata e clonata da malintenzionati e utilizzata per controllare elettrodomestici o ingressi o sistemi di protezione della casa, oppure per “spiare” l’interno dell’abitazione utilizzando microfoni e videocamere.
 
Cancella periodicamente la cronologia delle informazioni registrate. Per limitare il trattamento dei dati personali raccolti dall’assistente digitale, si può periodicamente cancellare la cronologia delle informazioni in esso registrate, o quantomeno eliminare dalla cronologia alcune tipologie di dati (ad esempio, quelli ritenuti più delicati). Questa operazione si può effettuare di solito utilizzando il sito web o l’app dedicati alla gestione dello smart assistant, oppure utilizzando le funzioni di impostazione del dispositivo su cui è installato (smartphone, smart speaker, automobili intelligenti intelligenti, ecc.).
 
Sicurezza e privacy. 
Come per tutti i servizi digitali, una buona regola di base è impostare password di accesso complesse, sia per l’uso dello smart assistant che per la sua connessione a Internet. 
 
Sono precauzioni importanti: 
• verificare che la crittografia della rete Wi-Fi sia impostata preferibilmente sul protocollo di sicurezza WPA 2; 
• cambiare periodicamente la password; 
• verificare se sul dispositivo in cui è installato lo smart assistant siano presenti sistemi di protezione anti-virus e tenerli costantemente aggiornati. 
 
Se il sistema operativo dell’assistente digitale o della app di gestione prevedono delle impostazioni privacy, è opportuno controllarle e regolarle sui livelli di protezione desiderati.

Se dai via lo smart assistant, non dare via i tuoi dati. 
Nel caso in cui il dispositivo (smartphone, smart speaker, automobili intelligenti intelligenti, ecc.) su cui è installato lo smart assistant venga eventualmente venduto, regalato o dismesso, è bene disattivare gli eventuali account personali creati - ad esempio per attivarlo e connetterlo online - e provvedere alla cancellazione di tutti i dati eventualmente registrati al suo interno o sulla app di gestione.
 
Se i dati raccolti sono stati trasmessi e conservati nei database dell’azienda produttrice o di altri soggetti è opportuno chiederne la cancellazione.

A prova di privacy. 
Il Codice privacy (in particolare l’art. 3) e il Regolamento (UE/2016/679) in materia di protezione dei dati personali prevedono che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento di dati personali (privacy by design e privacy by default). Occorre inoltre siano rispettati alcuni principi fondamentali, come quello di trasparenza riguardo al trattamento dei dati, e i diritti delle persone fisiche.
 
Tali regole e principi debbono essere rispettati anche dai produttori di assistenti digitali. 
 
Nei casi in cui ci siano dubbi sull’effettivo rispetto delle norme o sul corretto uso dei propri dati personali, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 

L’intelligenza artificiale e i processi decisionali automatizzati possono comportare dei rischi per i consumatori. Scopri in che modo il Parlamento Europeo intende proteggerli. Lo sviluppo dei processi decisionali automatizzati presenta delle sfide per la tutela dei consumatori. 

Al termine di una intensa e proficua collaborazione, è stato pubblicato oggi il rapporto finale dell’indagine conoscitiva sui Big Data condotta congiuntamente dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Da tre prospettive diverse e complementari, l’indagine ha approfondito, anche attraverso audizioni e richieste di informazioni a imprese, associazioni di categoria ed esperti della materia, i cambiamenti derivanti dai Big Data sugli utenti che forniscono i dati, sulle aziende che li utilizzano e, dunque, sui mercati. Ciò anche al fine di cogliere appieno le possibili sinergie tra le tre Autorità e identificare gli strumenti più appropriati per eventuali interventi.

La Commissione europea ha adottato oggi il suo programma di lavoro per il 2020 in cui definisce gli interventi che metterà in atto nel corso dell'anno per trasformare gli orientamenti politici della Presidente Ursula von der Leyen in risultati tangibili per i cittadini, le imprese e la società europei. Il motore centrale di questo primo programma di lavoro è la volontà di cogliere appieno le opportunità offerte dalla duplice transizione ecologica e digitale.

In occasione della giornata europea sulla protezione dei dati, Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Ue, e Didier Reynders, commissario alla giustizia, indicano l’approccio che l’Ue intende adottare sulla regolamentazione dei dati dei cittadini e delle imprese europee con il lancio del 5G e l’adozione dell’IA e IoT. Perché si celebra il data protection day?
Oggi si celebra la 14esima giornata europea della protezione dei dati personali, proclamata nel 2007 e festeggiata ogni anno il 28 gennaio. Il Data Protection Day segna l’anniversario della Convenzione 108 del 28 gennaio 1981 del Consiglio d’Europa, che è stato il primo strumento internazionale obbligatorio sulla protezione delle persone contro l’uso abusivo del trattamento automatizzato dei dati di carattere personale, e che disciplina il flusso transfrontaliero dei dati.

Revisione degli impegni nazionali, strategie comunicative efficienti, quadri di finanziamento efficaci. Questi alcuni degli strumenti per accelerare il raggiungimento degli SDGs. “Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile hanno, a tutt’oggi, una risonanza globale. A soli 10 anni dalla scadenza del 2030, è in atto un ambizioso sforzo per mantenere le promesse degli Accordi. Dobbiamo mobilitare di più i governi, la società civile, le imprese, invitando ogni individuo a contribuire”.

L’Autorità in data 14 gennaio 2020 ha adottato tre provvedimenti cautelari nei confronti dell’impresa individuale Sharazon di Carmela Vernaleone (sito: sharazon.it), della società Smart Shopping S.r.l.s. (sito: smart-shopping.it) e della società New Assistent Global S.r.l. (sito: gemshop.it) che svolgono attività di vendita on line di apparecchiature elettroniche utilizzando la modalità del c.d. buy and share.

Seminario di riflessione e dibattito a cura di Consumers’ Forum. Roma 20 gennaio 2020. Imprese, associazioni di consumatori, esperti di salute, tecnologia, privacy e accademici a confronto.Consumers’ Forum, in linea con la propria mission di dialogo permanente tra consumatori e imprese, ha organizzato un Seminario dedicato al tema del 5G, rivolto ai Soci - le maggiori associazioni dei consumatori e alcune tra le maggiori imprese e loro associazioni di categoria - in cui esperti di salute, tecnologia, tutela della privacy, accademici, imprese e associazioni dei consumatori, si sono confrontati sullo sviluppo della tecnologia 5G e sui numerosi risvolti che avrà nelle nostro vite.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso cinque procedimenti istruttori riguardanti informazioni fuorvianti circa l’origine del grano duro utilizzato nella produzione di pasta di semola di grano duro, diffusi attraverso le etichette e i siti aziendali di Divella S.p.a. (marchio Divella), F.lli De Cecco di Filippo - Fara San Martino S.p.a. (marchio De Cecco), Lidl Italia s.r.l. (marchi Italiamo e Combino), Margherita Distribuzione S.p.A (ex Auchan Spa, marchio Passioni), e Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l. (marchio Cav Giuseppe Cocco).

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di un sondaggio Eurobarometro sui diritti dei passeggeri nell'Unione europea (UE). Secondo il sondaggio il 43% dei cittadini dell'UE che negli ultimi 12 mesi hanno viaggiato in aereo, treno a lunga percorrenza, autobus, nave o traghetto ("viaggiatori") sa che l'UE ha stabilito dei diritti per i passeggeri.

Gli Stati membri hanno due anni per recepire la direttiva. Rafforzare le norme dell'Ue in materia di protezione dei consumatori, in linea con gli sviluppi del digitale. È lo scopo della nuova normativa europea entrata in vigore oggi. "Le regole aumenteranno la protezione dei consumatori nel mondo digitale", ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue con delega ai valori e alla trasparenza, Vera Jourova. "Ma le norme - ha avvertito - non proteggeranno i consumatori da commercianti disonesti e truffatori online se non saranno attuate in modo rigoroso". Ecco perché "incoraggio tutti gli Stati membri a garantire che siano applicate senza ritardi".

Il nuovo strumento fiscale abiliterà anche la lotteria degli scontrini, pronta a partire a luglio. Ecco le misure anti-evasione che potrebbero rendere il 2020 l’anno del cashless per l’Italia. Con l’inizio del nuovo anno è scattato l’obbligo generale dello scontrino elettronico. Da ieri, infatti, lo strumento inaugurato a luglio 2019 per chi nel 2018 aveva realizzato un volume d’affari superiore a 400 mila euro, è esteso a tutti gli operatori economici che emettono ricevute fiscali, commercianti, artigiani, alberghi o ristoranti. Il consumatore finale, sostanzialmente, non dovrà cambiare le proprie abitudini: al momento del pagamento non riceverà più uno scontrino o una ricevuta ma un documento commerciale, privo di valore fiscale ma che fungerà da garanzia del bene o del servizio pagato, oltre che per il cambio merce. Da ricordare che a partire da luglio gli acquirenti potranno partecipare alla lotteria degli scontrini, introdotta dal governo come misura anti-evasione.

ARERA Dal 1° gennaio 2020 anche per le bollette dell'acqua, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione del gestore, l'utente potrà eccepire la prescrizione e pagare solo gli importi fatturati relativi ai consumi più recenti di 2 anni. Inoltre, la delibera 547/2019/R/idr approvata ha stabilito anche una frequenza minima mensile delle fatturazioni, per evitare bollette troppo ravvicinate, e un meccanismo di premi e penalità che incentivi il miglioramento del servizio all'utenza e i rapporti contrattuali applicato a tutti i gestori, anche i più piccoli.

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