Presentata questa mattina la Relazione annuale dell'ARERA. Rifiuti, l’Autorità lancia l’allarme. Faro sui prezzi del mercato elettrico
Smaltimento e riciclo dei rifiuti da rilanciare, gare al gas ancora al palo, maggiore spinta per liberalizzare definitivamente il mercato dell’energia: ecco i messaggi principali dell’ultima Relazione Annuale dell’Arera.

Gaia-X non è un’infrastruttura cloud da realizzare ex novo in Europa per contrastare le multinazionali statunitensi o cinesi del settore. Al progetto possono partecipare non solo società di diritto europee, ma, ad oggi, di tutto il mondo a patto che vengano rispettate le regole ancora da definire dalla governance di Gaia-X per creare un framework federato. Dunque, anche una società cloud dell’Australia, ma anche Google, Amazon, Microsoft e Alibaba possono essere certificati con il “bollino” Gaia-X, perché l’obiettivo è dar vita a un ecosistema (con standard europei condivisi dai partecipanti: reversibilità, GDPR, trasparenza e sicurezza su come trasferire i dati da un provider e l’altro) in grado di creare un’interoperabilità tra i cloud delle società che prendono parte all’iniziativa, come ha spiegato René Büst che lavora al progetto Gaia-X.

Esteso a tutti i pagamenti il “premio” per le transazioni elettroniche, a eccezione di quelle effettuate in Rete. Una procedura semplice e il più capillare possibile per modificare i comportamenti dei cittadini e ridurre progressivamente l’uso del contante. Per centrare l’obiettivo il Governo cambia in corsa le regole del cashback e punta ad estendere a tutte le spese effettuate con moneta elettronica o altre forme di pagamento tracciato il meccanismo premiale che entrerà in vigore dal prossimo 1° dicembre . Le sole spese escluse saranno quelle effettuate online, dove l’uso della moneta elettronica è il solo metodo di pagamento.

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha recentemente adottato importanti decisioni di analisi dei mercati e proposte di riforma della regolamentazione del settore dei servizi e della logistica postale, alla luce dei profondi cambiamenti che hanno investito l'organizzazione dell'offerta e i comportamenti della domanda anche per effetto della crescita del mercato unico digitale.

I procedimenti sono relativi a presunte pratiche commerciali scorrette e alla eventuale presenza di clausole vessatorie nelle condizioni contrattuali. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato sei istruttorie nei confronti di alcuni dei principali operatori a livello globale dei servizi di cloud computing. I soggetti coinvolti sono Google (per il servizio Google Drive), Apple (per il servizio iCloud) e Dropbox, ciascuno interessato sia da un procedimento per presunte pratiche commerciali scorrette e/o violazioni della Direttiva sui diritti dei consumatori sia da uno per presunte clausole vessatorie incluse nelle condizioni contrattuali.

A 10 anni dalla scadenza imposta dal documento Onu sullo sviluppo sostenibile e alla luce di una pandemia che ha colpito la società, cosa stiamo facendo per realizzare un futuro all’insegna della sostenibilità economica, sociale e ambientale come descritto nell’Agenda 2030?  L’ASviS in occasione del Festival dello sviluppo sostenibile 2020 e in linea con l’invito dell’edizione di quest’anno “Sostenibilità. È ora di agire”, lancia la call to action #ORADIAGIRE che intende valorizzare le iniziative messe in campo su scala nazionale a favore di un mondo più giusto, equo e inclusivo. Questa campagna si rivolge alla rete degli aderenti e degli associati all’Alleanza, come avvenuto per #AlleanzaAgisce durante i mesi di lockdown, al fine di valorizzare le iniziative messe in campo per superare l’emergenza all’insegna della sostenibilità, ma questa volta intende mobilitare all’azione anche i partner della manifestazione, la società civile e tutti i cittadini.
 

Questa sezione raccoglie i contributi della Banca d’Italia, le comunicazioni per il pubblico, per gli intermediari e per gli operatori, le misure e i provvedimenti adottati, gli studi e le analisi, gli interventi della BCE in relazione all’emergenza da Covid-19.

L'accordo tra Washington e Bruxelles era stato siglato nel 2016 ed era ampiamente utilizzato, ma la Corte di Lussemburgo l'ha invalidato. La sentenza assesta potenzialmente un duro colpo al business delle grandi aziende tecnologiche e apre la strada a un nuovo accordo tra le parti. Commissione Ue, attivisti della privacy e associazione dei consumatori soddisfatti da un lato, Usa delusi dall’altro. Al centro la sentenza della Corte di giustizia europea, che a sorpresa ha bocciato il Privacy Shield, accordo ampiamente utilizzato siglato nel 2016 tra Bruxelles e Stati Uniti per tutelare i dati personali dei cittadini europei che devono essere trasferiti oltreoceano. Una decisione che assesta potenzialmente un duro colpo al business delle grandi aziende tecnologiche e apre la strada a un nuovo accordo tra le parti. Tutto è iniziato dal ricorso presentato da un attivista per la privacy austriaco nel 2013: dopo le rivelazioni di Edward Snowden e del programma Prism, aveva accusato Facebook Ireland – a cui aveva dato il consenso per il trattamento dei dati personali – di avere sottoposto alla sorveglianza statunitense le stesse informazioni cedendole a Facebook Inc., società statunitense che rispetta la normativa nazionale.

In arrivo più trasparenza per i consumatori. Il tanto atteso “Contratto base” previsto con il decreto n. 179 del 2012 finalmente è stato promulgato dal Mise e i consumatori potranno comparare il costo dei premi verificando, a parità di condizioni, quale polizza base è più conveniente e verificare la reale applicazione della scontistica effettuata in fase di stipula della polizza.

 
AGCOM: PUBBLICATA LA RELAZIONE ANNUALE 2020 SULL’ATTIVITA’ SVOLTA E SUI PROGRAMMI DI LAVORO. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato oggi sul proprio sito istituzionale la Relazione Annuale 2020 sulle attività svolte e i programmi di lavoro. Un allegato è appositamente dedicato all’emergenza epidemiologica Covid-19 che ha visto profondamente coinvolti i mercati sottoposti alla regolazione e vigilanza dell’Autorità. 
 

 
Il “Sistema di allerta rapido” della Commissione europea scova sempre più oggetti rischiosi, che vengono eliminati dal mercato. I prodotti pericolosi continuano a girare per l’Europa, soprattutto si tratta di giocattoli, ma vengono sempre più spesso scoperti e tolti dalla circolazione. La Commissione europea ha pubblicato oggi l’ultima relazione sul sistema per impedire o limitare la vendita di prodotti pericolosi sul mercato, il cosiddetto “Sistema di allerta rapido“, il RAPEX secondo la quale il numero di azioni intraprese dalle autorità a seguito di segnalazioni cresce ogni anno, passando da 4.050 nel 2018 a 4.477 nel 2019.
 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sulla base di numerose segnalazioni di consumatori, ha avviato un procedimento istruttorio ed un sub-procedimento cautelare nei confronti di Flixbus Italia Srl, società attiva nei servizi low cost di trasporto extraurbano su autobus. Oggetto del procedimento è la vendita on line di biglietti per servizi nelle date coperte dai provvedimenti governativi di blocco e limitazione della circolazione a causa del Covid19 e la successiva cancellazione degli stessi in ragione dell’emergenza sanitaria.

Le imprese italiane stanno inserendo i temi dello sviluppo sostenibile nelle proprie strategie? Quali sono le loro prospettive in risposta alla crisi? L’Istat ha di recente pubblicato sul tema interessanti evidenze, mentre il governo sta lavorando per stimolare la ripresa del sistema economico e programmando interventi per la trasformazione del Paese nel medio termine, anche alla luce delle priorità definite dall’Unione europea.

Google deve pagare la multa di 50 milioni di euro comminata dal Garante francese della privacy Cnil per violazione delle norme del Gdpr. Lo ha sentenziato la Corte suprema (Conseil d’Etat) della Francia, respingendo così il ricorso presentato dal colosso americano. L’ammenda era stata annunciata dal Cnil a gennaio del 2019. L’autorità nazionale francese per la protezione dei dati aveva preso in esame le denunce contro Google depositate dalle associazioni None Of Your Business (NOYB) e la Quadrature du Net. Questi lamentavano che la società americana non disponesse di una valida base giuridica per trattare i dati personali degli utenti per fini pubblicitari mirati. Si è trattato della prima sanzione contro Google in Francia nel quadro del Gdpr.

Presentata la Relazione sull’attività svolta dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni nell’anno 2019.

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