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Convegno: “L’immagine della Donna tra vecchi e nuovi media”, Milano, 6 marzo 2024

6 Marzo 2024
Come è rappresentata la donna oggi nella pubblicità, nei social media e nella carta stampata? Cosa ne pensano i cittadini e le cittadine?  Consumers’ Forum presenta i risultati della ricerca svolta in collaborazione con Ipsos. Convegno mercoledì 6 marzo 2024, a Milano, presso la Sala Convegni di Intesa Sanpaolo in Piazza Belgioioso 1, dalle... [continua]

Approvazione definitiva della direttiva Ue su greenwashing e diritti dei consumatori

20 Febbraio 2024
Il Consiglio europeo ha adottato una direttiva per dare più potere ai consumatori nella transizione verde. La proposta era stata presentata il 30 marzo 2022 ed è una delle iniziative previste dalla Nuova Agenda dei Consumatori 2020 e dal Piano d’Azione per l’Economia Circolare 2020 della Commissione europea in applicazione dell’European al Green... [continua]

La Commissione UE avvia un procedimento formale contro TikTok ai sensi della legge sui servizi digitali

19 Febbraio 2024
La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale per valutare se TikTok possa aver violato il Digital Services Act (DSA) in ambiti legati alla tutela dei minori, alla trasparenza della pubblicità, all'accesso ai dati per i ricercatori, nonché alla gestione del rischio di design che creano dipendenza e contenuti dannosi . [continua]

Bonifici istantanei, ok del Parlamento Ue alle nuove norme per le banche

8 Febbraio 2024
I deputati europei hanno adottato in via definitiva nuove regole per garantire che i pagamenti arrivino immediatamente nei conti bancari dei clienti e delle imprese in tutta l'UE. Pagamenti in euro in dieci secondi. Pagamenti istantanei senza addebitare costi o oneri aggiuntivi. Sicurezza dei consumatori: misure aggiornate per individuare... [continua]

AUDIZIONI PERIODICHE ARERA 2023 - Martedì 21 e mercoledì 22 novembre 2023

7 Novembre 2023
Nelle giornate di martedì 21 e mercoledì 22 novembre 2023 si svolgeranno, su piattaforma online, le audizioni periodiche di ARERA. Un appuntamento aperto a tutti (associazioni dei consumatori, delle imprese e ambientaliste, confederazioni sindacali e operatori, Istituzioni, Enti Locali, Università, privati cittadini ecc.), che rappresenta... [continua]

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con il supporto del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di finanza, ha scoperto una massiccia rivendita illegale via app di Sms non usati da parte di consumatori ad aziende che poi li rivendevano sul mercato a prezzi maggiorati. I rischi di frode per gli utenti.



L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom), con il supporto del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di finanza - Gruppo Radiodiffusione ed Editoria, ha eseguito accertamenti su due società nel settore dei servizi di comunicazione elettronica. 

In particolare, l’autorità, a seguito di numerose segnalazioni da parte di diversi operatori telefonici, ha richiesto la collaborazione della Gdf sulla presenza online di applicazioni mobili illecite (app scaricabili su smartphone da siti o market non ufficiali), il cui funzionamento non era in linea con la normativa del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Gli utenti che aderivano alla promozione, tramite le funzionalità delle app, cedevano, dietro piccoli compensi, i messaggi Sms inutilizzati rispetto al quantitativo contenuto nei pacchetti di offerte sottoscritte con i rispettivi operatori di telefonia mobile. Gli stessi Sms, successivamente reimmessi sul mercato mondiale, venivano venduti a società operanti nel settore delle comunicazioni elettroniche (quali aggregatori/reseller e/o fornitori di messaggistica aziendale), per essere riutilizzati nei servizi di messaggistica pubblicitaria o di marketing di tipo Otp (password usa e getta), A2P (da applicazione a persona) o simili.

Come avveniva la frode
Un sistema fraudolento, spiega una nota dell’AGCom, attraverso il quale le società di messaggistica, dopo aver indotto gli utenti dei servizi mobili a contravvenire agli accordi contrattuali sottoscritti con i rispettivi gestori e in base ai quali è vietata la rivendita di qualsiasi servizio fornito, ottenevano «cospicui guadagni dalla successiva commercializzazione degli Ssm illecitamente acquisiti, cedendoli a un prezzo superiore (0,01 euro) a quello sostenuto (0,005 euro), seppure concorrenziale rispetto all’offerta di mercato».

Nel corso dei controlli, i finanzieri del Nucleo Speciale Beni e Servizi, coordinati dal Comando Unità Speciali e dal Comando dei Reparti Speciali della Guardia di finanza, hanno acquisito la documentazione contabile e le informazioni utili a qualificare la tipologia del servizio offerto e ricostruire la filiera illegale di commercializzazione dei messaggi Sms.

È così emerso che una prima società di capitali brianzola, operante nel settore della consulenza tecnologica ed informatica, agisse come «operatore di comunicazione» senza averne titolo, mentre una seconda società di capitali, con sede nel modenese, operante nella fornitura di servizi di comunicazione elettronica, gestiva le applicazioni illecite.

In tre anni gestiti 768 milioni di Sms illegali
Dalla lettura della documentazione contabile delle due società, è stato possibile determinare che, con tali modalità illecite, nel triennio 2020-2022, sono stati gestiti 768 milioni di Sms (sia in ambito Ue che extra Ue), 203 milioni dei quali interessanti il territorio nazionale.

In esito agli accertamenti svolti dalla Gdf, l’Autorità ha avviato un procedimento sanzionatorio che si è concluso con l’irrogazione nei confronti delle società coinvolte di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 280.000 euro, per la mancata corretta identificazione della linea chiamante.

Infatti, queste app inviavano i messaggi dal terminale del cliente che aveva ceduto i propri Sms non utilizzati; pertanto, il numero del cliente appariva come il mittente, con il rischio che questi potesse essere chiamato o, peggio, sfruttato per attività fraudolente o comunque contrarie alla legge (a seguito di furto dell’account online). I soggetti sanzionati, tramite le piattaforme da loro gestite, «ordinavano» al dispositivo mobile privato di inoltrare Sms a contenuto commerciale con l’utilizzo delle numerazioni degli utenti.

Tali messaggi, privi dei riferimenti aziendali dei soggetti giuridici che ne originavano il contenuto, di fatto spostavano la responsabilità dei contenuti sul titolare della numerazione, il tutto in violazione del disposto normativo in materia.

www.milanofinanza.it 

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