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La commissaria Meglena Kuneva ha presentato i dati di un'indagine iniziata nel settembre del 2007 circa la correttezza informativa dei siti internet che vendono biglietti aerei. Più di 100, esattamente 137, i siti internet esaminati e 115 di questi sono stati "corretti". Cinquantadue compagnie aeree sono state promosse: un ottimo risultato se si pensa che 67 sono quelle esaminate.
"Questa indagine su scala UE sulle linee aeree sta cambiando l'aspetto dei siti web europei. Ma questo non basta, c'è ancora molto da fare. Ma questa prima indagine paneuropea ha mostrato di essere efficace e di poter dare dei risultati. La prossima fase sarà costituita da un accordo comune al trasporto aereo mentre continueremo a controllare da vicino gli sviluppi nel settore", ha affermato la Kuneva.
Tre le liste stilate dalla Commissione europea. Nella prima quelle come Iberia, Sas e Tap, Finnair, Air Malta e Tarom e altre compagnie nordiche, che hanno ricevuto il placet di Bruxelles. La più corposa è quella che raccoglie 38 compagnie, tra cui Alitalia, Air One, EasyJet, Ryanair, British Airways e AirFrance-Klm (queste ultime due sono state aggiunte stamattina dopo una telefonata con i servizi della Kuneva), che hanno promesso di mettersi in regola entro luglio, se non vogliono finire vittima delle azioni legale che le autorità dei consumatori nazionali potrebbero loro intentare. Nell'ultima lista, quella dei "cattivi", da una dozzina di compagnie, tra cui Myair e Windjet, ma anche Olympic Airlines, Turkish Airlines o Royal Air Maroc che non hanno risposto all'inchiesta di Bruxelles, "dimostrando una scarsa o nulla attenzione ai consumatori e ai loro passeggeri".
Il Vicepresidente Antonio Tajani, responsabile per i Trasporti, ha affermato "L'applicazione di una totale trasparenza dei prezzi costituisce un obbligo nell'ambito del regolamento relativo ai servizi aerei. Le linee aeree hanno il dovere di imporre standard elevati nel settore dei servizi aerei; è nostra responsabilità assicurare che tutte le parti in causa rispettino le stesse regole. Questo riveste la massima importanza per il consumatore che desidera comparare i prezzi tra le varie linee aeree e operare una scelta reale".
I risultati della valutazione sono stati trasmessi alle autorità nazionali preposte all'applicazione della legislazione, per l'eventuale seguito da dare. La Commissione, comunque, sta lavorando con il settore delle linee aeree per raggiungere un accordo comune per il mantenimento dei livelli, compreso il monitoraggio effettuato da una terza parte indipendente.
La Commissione presenterà nel giugno 2009, una comunicazione sull'attuazione, per rafforzare il lavoro della rete delle autorità nazionali preposte all'applicazione della legislazione dopo due anni di attività (rete CPC).

Il gruppo Acea e le associazioni regionali dei consumatori che fanno parte del Cncu (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) hanno siglato oggi un Protocollo d'intesa sulla conciliazione paritetica. Si è giunti alla firma del Protocollo - si legge in un comunicato - dopo l'avvio di un tavolo permanente di confronto, durato circa un anno e mezzo, che ha convenuto di adottare la conciliazione pariterica quale strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie con i clienti. La procedura, valida per tutte le società del Gruppo, partirà da giugno con la formazione dei conciliatori delle associazioni dei consumatori, dopodichè seguirà un periodo di sperimentazione di un anno.
Sia il Presidente di Acea, Giancarlo Cremonesi, che l'Amministratore Delegato, Marco Staderini, auspicano che la conciliazione paritetica sia sempre accompagnata da un'attività congiunta di analisi e monitoraggio con il fine di predisporre iniziative tese al miglioramento della qualità del servizio e di prevenire l'insorgenza di future controversie.

Il prossimo 14 maggio, dalle 16:30 alle 18:00, il Commissario europeo per gli affari consumeristici Meglena Kuneva incontrerà in chat i consumatori di tutt'Europa, per discutere su tematiche di rilievo comunitario ed affrontare delicate questioni in merito al rispetto ed alla tutela dei diritti che l'Unione Europea attribuisce ai consumatori. Il link a cui collegarsi per partecipare alla webchat è http://ec.europa.eu/consumers/chat_14may_en.htm#.#.
In particolare, il Commissario Meglena Kuneva si concentrerà sull'analisi di quegli aspetti del diritto consumeristico comunitario che, in vista delle imminenti vacanze estive, assumono una particolare rilevanza: pacchetti vacanza, multiproprietà, sicurezza dei prodotti, sicurezza in hotel, creme solari, trasporto aereo, pratiche commerciali sleali e tanto altro ancora.
Durante i 90 minuti a loro diposizione, i consumatori europei avranno modo di porre alla Kuneva le più svariate domande, senza doversi preoccupare della lingua in cui esse vengono poste. Sarà possibile, infatti, comunicare in una delle 8 lingue comunitarie disponibili (Francese, Tedesco, Inglese, Italiano, spagnolo, Ceco, Polacco, Bulgaro) ed ottenere una risposta nella stessa lingua.
Attraverso gli incontri in chat ed altre numerose iniziative, il Commissario Kuneva intende non solo diffondere quanto più possibile la conoscenza dei diritti europei in ambito consumeristico ma, soprattutto, far sì che tali diritti siano utilizzati in modo sempre più attivo e consapevole, per garantire ai cittadini comunitari l'accesso effettivo agli innumerevoli vantaggi offerti dal mercato interno, in termini di prezzo, scelta, qualità e sicurezza.

Dalla crisi scaturisce la confusione del ceto medio ma anche la tendenza a "fare pace" con l'euro, l'esigenza di contrarre i consumi e, ancora di più, la riduzione della tendenza a indebitarsi. E' infatti diminuito il ricorso al credito al consumo. Allo stesso tempo, alcuni consumi "tengono" rispetto agli altri perché offrono un valore aggiunto, che spazia dall'offerta di "soddisfazione" alla possibilità di fare affari, dall'acquisto etico a quello che guarda alla tradizione o al prodotto decisamente innovativo. È la riflessione che offre il Censis nel diario della crisi relativo al mese di aprile.
Si tratta intanto di una crisi che sembra essere soprattutto del ceto medio. Prevale l'incertezza - gli italiani che dichiarano di non sapere cosa fare davanti alla crisi sono aumentati dall'8,1% di gennaio al 16% di aprile - e aumentano coloro che taglieranno i consumi, passati dal 22,2% al 35,6%. Significativa è la crescita di chi guarda al maggiore impegno lavorativo come reazione alla crisi.
Sul 47,6% degli italiani la crisi ha avuto ripercussioni significative: quasi il 40% ha subito perdite nei propri investimenti, mentre il 30 % ha subito una riduzione del reddito. Circa il 60% ha cercato di ridurre i consumi e, rileva il Censis, "ancor più dei consumi, si è contratta la tendenza, già assai modesta in Italia, ad indebitarsi: nei primi tre mesi dell'anno il ricorso al credito al consumo è diminuito del 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, in modo particolare sono calate le richieste di finanziamento per l'acquisto di autoveicoli e motoveicoli (meno 22,9%), nonché per gli elettrodomestici (meno 9,1%)".
Sono i prodotti con un "valore aggiunto" che trainano un po' di ripresa e vedono un certo aumento degli acquisti. Fra questi, si segnala "la spesa che dà soddisfazione" e dunque permette di sfuggire il senso di impoverimento (come l'acquisto di un oggetto di design per la casa), aumentata dell'1,4%; la spesa del discount che permette di "comprare molto spendendo poco"; la spesa etica, a basso impatto ambientale; i prodotti ortofrutticoli di "quinta gamma", lavati e tagliati, che offrono praticità (più 5% di vendite); i prodotti locali, DOP e IGP. Nei consumi viene inoltre valorizzato il prodotto tecnologico che ha un contenuto di "innovazione" e dunque soddisfa il bisogno di essere all'avanguardia.

L'Autorità per l'energia elettrica ed il gas ha elaborato una graduatoria sulla qualità dei call center al fine di promuovere un continuo miglioramento del servizio per i consumatori. Il calcolo si basa su punteggi parziali che vengono assegnati a ciascun venditore: per l'accesso (PA) e qualità (PQ) del servizio (con un peso complessivo del 70% sul punteggio globale) e per la soddisfazione dei clienti (PSC) dichiarata dopo l'uso del servizio (peso del 30% sul punteggio globale).
L'obiettivo dell'Autorità è promuovere, anche attraverso questa nuova iniziativa, un miglioramento continuo della qualità dei servizi forniti dai call center ai consumatori. D'altra parte, una buona qualità dei call center può contribuire a costituire un vantaggio competitivo per le stesse aziende di vendita. Ciò in quanto i call center sono diventati uno dei più rilevanti canali di contatto con i clienti ed importante strumento di servizio per i consumatori.
L'analisi dell'Autorità ha riguardato l'attività dei call center di 25 aziende di vendita con più di 100.000 clienti finali. La graduatoria, pubblicata per la prima volta sul sito www.autorita.energia.it, si riferisce al semestre luglio/dicembre 2008, ed è strutturata su una serie di punteggi assegnati ai singoli call center per i livelli di qualità effettivamente offerti ai consumatori.

Poste Vita ha siglato l'accordo con le Associazioni dei consumatori per tutelare ulteriormente gli investitori: potranno accedere alla procedura di conciliazione i risparmiatori insoddisfatti della soluzione proposta dalla Compagnia.
Poste Vita e le Associazioni dei consumatori presenti nel Cncu hanno dunque siglato un accordo che permetterà agli utenti possessori delle polizze index linked Programma Dinamico di avviare una procedura di conciliazione ove fosse necessario. L'intesa stabilisce che i possessori delle polizze index linked Classe 3 A Valore Reale, Ideale, Raddoppio e Index Cup, della serie Programma Dinamico, sottoscritte tra il 2001 e il 2002, potranno scegliere la procedura negoziale a salvaguardia del loro investimento, qualora non fossero soddisfatti della soluzione proposta dalla Compagnia.
Questo non è il primo intervento a tutela degli investitori assunto da Poste Vita; la società, infatti, ha già sollevato i sottoscrittori dal rischio di investimento, assumendolo direttamente come azienda, e ha proposto ai risparmiatori di recuperare il 105% del capitale versato, in cambio del passaggio a una nuova polizza garantita da Poste Vita spa e dell'estensione di circa 3 anni dei termini di scadenza della polizza (al 31 dicembre 2015).
Per coloro che abbiano già compiuto 79 anni e 6 mesi alla data di accettazione della trasformazione, Poste Vita Spa ha garantito la restituzione del 100% del premio originariamente versato in caso di riscatto dopo la data di scadenza del contratto originario e prima del 31/12/2015.
Come funziona la procedura di conciliazione? Presso la sede centrale di Poste Italiane verrà istituita una Commissione di Conciliazione formata da un rappresentante dell'azienda e uno delle Associazioni dei consumatori, scelto dal cliente, che si occuperà di analizzare i casi. I costi della procedura - totalmente gratuita per il cliente - saranno interamente a carico di Poste Italiane.

Le tariffe telefoniche di terminazione, cioè quelle all'ingrosso addebitate da un operatore per connettere le chiamate provenienti da un altro operatore e pagate nella fattura telefonica da tutti gli utenti, devono basarsi esclusivamente sui costi reali sostenuti da un operatore efficiente per effettuare la connessione.
E' quanto ha definito oggi la Commissione Ue, definendo, in una raccomandazione, gli orientamenti per i regolatori europei delle tlc. Eliminando le distorsioni di prezzo tra gli operatori telefonici in tutta l'Unione europea ci sarà un abbassamento dei costi delle chiamate vocali nazionali e tra gli Stati membri.
Questo si tradurrà in un risparmio alle imprese e alle famiglie di almeno 2 miliardi di euro dal 2009 al 2012. E questi soldi potranno essere investiti nell'innovazione dell'intero settore delle telecomunicazioni.
Nel 2008 le tariffe di terminazione delle chiamate mobili hanno presentato forti variazioni nell'Ue: da 2 centesimi di euro al minuto (a Cipro) a 15 centesimi al minuto (in Bulgaria). Le tariffe di terminazione delle chiamate mobili (in media 8,55 centesimi di euro al minuto) sono in generale 10 volte più alte delle tariffe di terminazione delle chiamate fisse (vanno, in media, da 57 a 113 centesimi al minuto).
Queste distorsioni rendono difficile ai piccoli operatori di telefonia mobile la competizione con i grandi operatori, con effetti negativi sul mercato unico e sulla concorrenza in Europa.
"Nonostante gli sforzi compiuti da alcuni regolatori nazionali - ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria Ue alle Tlc - per avvicinare le tariffe di terminazione di chiamata ai costi reali, nell'Unione europea i loro livelli sono molto diversi, con enormi differenze tra tariffe di terminazione delle chiamate fisse e delle chiamate mobili. Ciò è in contrasto con la crescente convergenza tra telefonia fissa e mobile e può provocare gravi distorsioni di concorrenza tra gli Stati membri e gli operatori" .

Questa mattina Unioncamere ha presentato il Rapporto 2008. Il dato che racchiude tutte le analisi contenute nel lavoro è il seguente: i fondamentali del nostro sistema economico sono solidi pur in presenza di una congiuntura molto difficile. "Cautela nell'espressione congiuntura negativa", è quanto chiede il presidente Mondello che aggiunge: "C'è ma non è così forte come invece indicano alcuni economisti che, tra l'altro, non sono riusciti a prevedere con un certo anticipo la crisi economica che stiamo vivendo".
Il Rapporto analizza diversi settori della vita economica del nostro Paese: si va dal sistema imprenditoriale, al mercato del lavoro, alle infrastrutture e all'immigrazione. Un capitolo a parte è dedicato ai consumi delle famiglie e ai comportamenti di acquisto delle stesse. Ed è su questo aspetto che mi soffermo. Da un'indagine curata da Unioncamere agli inizi del 2009 appare che il 60% degli intervistati ha risparmiato meno del 3% del proprio reddito: una condizione che Unioncamere ha definito inusuale per il nostro Paese che è stato sempre "conservatore".
Circa un terzo delle famiglie percepisce di aver acquistato di meno e più di una su dieci denuncia una diminuzione dei consumi pari ad almeno il 15%. Ma le cattive notizie, per dire, non finiscono qui. Infatti per circa la metà delle famiglie prese a campione il risultato del 2008 rappresenta un significativo peggioramento rispetto agli esiti dell'anno precedente: solo il 56%, infatti, dichiara di non aver modificato nell'anno trascorso i suoi comportamenti d'acquisto riferiti in particolar modo al luogo dove effettuare gli acquisti. Dunque in molti hanno cambiato indirizzandosi verso iper e super e, perché no, verso i discount. Le famiglie hanno risparmiato e scegliendo cosa non comprare hanno optato, come è ovvio, sul non alimentare.

Inventare correlazioni tra il consumo di un alimento e i benefici per la salute è un'abitudine consolidata per molte imprese europee. E' quanto emerge analizzando i pareri firmati dall'Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa) sulle prime 57 etichette dai quali emerge che solo 11 diciture hanno superato l'esame scientifico effettuato in base al regolamento UE 1924/2006.
Il primo gruppo di diciture esaminate riguarda frasi sulla salute e lo sviluppo dei bambini e sulla riduzione del rischio di malattie e nuove indicazioni "funzionali" (come ad esempio il miglioramento della memoria, l'incremento della vista, la maggiore capacità di apprendimento...). I primi pareri sono stati pubblicati nell'estate 2008, gli ultimi in aprile 2009 e mancano ancora 200 dossier.
Tra le vittime troviamo nomi illustri come Ferrero che propone sulle barrette Kinder la dicitura "aiuta la crescita", e Elancyl Global Silhouette che promette riduzioni di peso mangiando barrette. Un altro mito da sfatare è quello dell'assunzione quotidiana di tre porzioni di latticini per favorire un "peso corporeo ottimale" nei bambini e negli adolescenti. Ci sono casi più banali come l'acqua minerale Melgaco che promette di ridurre la glicemia, e il mirtillo rosso Ocean che dovrebbe aiutare a mitigare le infezioni urinarie delle donne. Respinta anche la scritta di un cibo per bambini della Plada (ex Plasmon) che dovrebbe diminuire le coliche nella fascia di età compresa tra 6 e 12 mesi. Anche i "latticini che aiutano la salute dentale" ricevono un parere negativo come pure "le pastiglie di semi di lino e di soia che riducono il rischio osteoporosi" e i "fichi d'India che migliorano il colesterolo".
Il giudizio dell'Efsa non è definitivo, le aziende infatti possono presentare una nuova documentazione scientifica. In ogni caso spetta poi alla Commissione Europea decidere se e come censurare i messaggi ritenuti incompleti o non veritieri.
Non tutti i pareri dell'Efsa sono critici. Il panel di esperti, ad esempio, ha ritenuto valida la frase sull'abbassamento del colesterolo, riportata sull' etichetta di due yogurt arricchiti con esteri di stanolo vegetale (conosciuti dal pubblico come fitosteroli ) supportata da 71 studi clinici e ha confermato l'efficacia dello yogurt nel ridurre del 10% circa il colesterolo LDL. Anche la frase delle gomme da masticare a base di xilitolo che riducono la carie è stata ritenuta valida.

Lieve ripresa dei consumi in un contesto di incertezza: non proprio, o non ancora, un'inversione di tendenza, ma comunque un andamento "meno sfavorevole" della domanda delle famiglie per i prossimi mesi. Così Confcommercio interpreta l'Indicatore dei Consumi di marzo, che registra un lieve recupero dei consumi pur con una riduzione annua dello 0,1% in termini di quantità. Segnali meno negativi rispetto a inizio anno.
Il dato di marzo dell'ICC, afferma Confcommercio, risente di fattori stagionali particolari come la Pasqua e degli effetti legati agli incentivi sulla mobilità, che hanno portato una modesta ripresa della domanda relativa ai beni (più 0,3%), a cui si è contrapposta una riduzione della domanda per i servizi (meno 1,2%). La dinamica dei prezzi al consumo ha rilevato a marzo 2009 un'ulteriore discesa (meno 0,9%).
Sui servizi per la mobilità si fanno dunque sentire gli incentivi legati all'acquisto delle automobili: la domanda relativa ai beni e servizi per la mobilità ha mostrato, per la prima volta dopo oltre un anno, una variazione positiva (più 3,4%). La dinamica resta positiva anche per la domanda relativa ai beni e servizi per le comunicazioni, con una variazione in termini reali di più 9,3%.
Si ridimensionano invece la domanda relativa a beni e servizi per la cura della persona (meno 0,7%), gli acquisti di abbigliamento e calzature (meno 3,4% rispetto a marzo 2008), i beni e i servizi per la casa con una flessione del 2,2% delle quantità vendute. La stima per marzo 2009 segnala infine un'ulteriore contrazione dei volumi acquistati per prodotti alimentari, bevande e tabacchi.

L'Autorità Antitrust ha inflitto 3 multe, per un totale di 520mila euro, alla Agos SpA, società operante nel settore del credito al consumo, per pratiche commerciali scorrette nei contratti "instant credit" e per le omissioni informative nei finanziamenti. Oggetto del provvedimento sono pratiche commerciali relative alla conclusione di contratti di finanziamento "instant credit" e finanziamenti concessi con "omissioni informative" e informazioni inesatte, incomplete o e ambigue nei confronti dei consumatori.
Le segnalazioni risalgono ad aprile e luglio 2008 quando, informa l'Antitrust nell'odierno bollettino, sono state contestate alla Agos "l'esistenza di informazioni incomplete o di omissioni informative, sia nella fase pre-contrattuale che in quella di conclusione del contratto, nell'ambito di operazioni di finanziamento finalizzate all'acquisto di prodotti in vendita, tra l'altro, presso centri a insegna "Trony" o "Euronics". In particolare, nelle segnalazioni i consumatori lamentano la presunta scorrettezza della condotta posta in essere dalla società finanziaria che, all'atto della sottoscrizione dei finanziamenti, senza aver informato adeguatamente i consumatori avrebbe attivato una linea di credito con carta revolving (c.d. carta attiva instant) addebitando sulla stessa come primo utilizzo (c.d. instant credit) l'importo del finanziamento, della commissione annuale per la richiesta della carta pari a 50,00 € e delle spese contrattualmente previste".
Secondo le segnalazioni presentate all'Autorità, all'atto della richiesta di finanziamento, la società avrebbe indotto il consumatore a sottoscrivere un modulo che comportava anche l'adesione ad una assicurazione sulla vita e infortuni senza informare adeguatamente il consumatore sulla natura facoltativa. Contestata anche la richiesta del pagamento di estratti conto e addebiti riferiti alla carta instant nonostante la revoca della relativa linea di credito.
L'Antitrust ha dunque evidenziato il risultato complessivo di falsare la scelta del consumatore. Afferma infatti l'Autorità nel bollettino: "Si osserva che le omissioni informative e le informazioni inesatte, incomplete, ambigue e intempestive che vengono fornite alla clientela riguardano la natura delle operazioni finanziarie e le obbligazioni assunte dai consumatori che sottoscrivano una richiesta di finanziamento, nonché le relative condizioni economiche di fruizione, la cui conoscenza è imprescindibile ai fini dell'adozione di una decisione commerciale consapevole, costituendo, in tal modo, parametri fondamentali cui fanno riferimento i consumatori, allorché compiono proprie valutazioni sull'opportunità di acquistare o meno un prodotto o un servizio". Da qui le tre sanzioni pari a 150 mila euro, 195 mila euro e 175 mila euro.

Domani, 1° maggio, entra in vigore la decisione della Commissione Europea che vieta l'ingresso nel mercato comunitario di prodotti contenenti il dimethylfumarate (il limite massimo consentito è di 0.1 mg/kg).
L'Europa ha infatti messo al bando il dimethylfumarate (DMF), una sostanza nociva, che ha provocato irritazioni e reazioni allergiche a pelle, occhi e addirittura crisi respiratorie a centinaia di consumatori. Questa sostanza è utilizzata, in modo non autorizzato, come biocida con funzione conservante, ed è presente in moltissimi prodotti importati, come scarpe, divani e giocattoli per bambini e dunque è a contatto tutti i giorni con il consumatore.
Le segnalazioni sulla pericolosità di tale sostanza e delle conseguenze sulla salute dei consumatori sono arrivate dalle autorità di numerosi Stati membri, attraverso il sistema rapido di allerta dei prodotti pericolosi non alimentari, RAPEX. Le notifiche hanno riguardato divani, poltrone e scarpe importati e test clinici hanno confermato che le dermatiti che hanno colpito i consumatori entrati in contatto con questi prodotti erano state causate dal DMF.

Il mercato elettrico italiano "riesce a esprimere prezzi più contenuti in presenza di generalizzate tendenze rialziste" e dimostra "un crescente grado di integrazione" nel contesto europeo. Sul versante prezzi e consumi, i consumatori dovrebbero essere stimolati ad adottare comportamenti più equilibrati scegliendo le fasce orarie di consumo meno "caricate". È quanto si legge nella Relazione annuale 2008 presentata dal Gestore Mercato Elettrico (GME).
In particolare "sarebbe opportuno - rileva il rapporto - che si stimolassero maggiormente i consumatori, soprattutto nel settore al dettaglio, ad adottare comportamenti più equilibrati nella distribuzione oraria dei loro consumi, al fine di utilizzare più intensamente le fasce orarie in cui i carichi sulla rete sono minori. Condizione necessaria per raggiungere questo scopo è l'applicazione di efficienti stimoli di prezzo nelle tariffe di riferimento e nei contratti siglati sul mercato libero. In tal senso - prosegue il GME - va data tempestiva attuazione al piano predisposto dall'AEEG, che mira alla diffusione di contatori di nuova generazione, in grado di misurare l'energia consumata nei diversi momenti della giornata e quindi di differenziare temporalmente il prezzo dell'energia applicato agli utenti".
In un contesto, quello del 2008, caratterizzato da forti tensioni sui mercati dell'energia, per il GME "il mercato elettrico italiano ha mostrato ancora una volta il suo effetto di mitigazione delle grandi oscillazioni di prezzo dell'elettricità. Queste, in particolare, sono risultate più contenute e con minori picchi di breve periodo rispetto a quelle delle altri fonti energetiche e anche degli altri mercati europei". Il mercato italiano dimostra "crescente reattività all'andamento dei mercati europei" e un crescente grado di integrazione.
Ci sono progressi sul versante della concorrenza ma si scorge anche una tendenza all'evoluzione "verso un modello di concorrenza oligopolistica. In un simile contesto, è indubbio che è necessario stimolare un più elevato grado di concorrenza, mirando ad attenuare lo strutturale squilibrio di potere negoziale tra l'offerta e la domanda".
In tema di potenziamento del mercato elettrico, negli ultimi quattro anni sono entrati in funzione nuovi impianti per circa 25.000 MVa di capacità produttiva, 5000 MVa solo nel 2008. "La nuova potenza - rileva il rapporto - è notevolmente più efficiente, ma utilizza prevalentemente fonti energetiche relativamente più costose (gas e rinnovabili), contribuendo al perdurare di un mix di generazione squilibrato, dato il modesto ricorso al carbone e l'assenza di energia nucleare. Di conseguenza, il Paese può trarre solo in parte quei benefici che si attende in termini di minori costi di produzione e più bassi prezzi".

L'Agenzia delle Entrate ha comunicato oggi l'elenco (consultabile sul sito internet dell'Agenzia) dei 46mila possibili destinatari del 5 per mille. Si tratta di 46.318 soggetti ai quali i contribuenti potranno destinare una quota della propria Irpef con la prossima dichiarazione dei redditi: di questi 38.218 sono enti iscritti in uno dei quattro elenchi pubblicati dall'Agenzia delle Entrate mentre i restanti 8.100 sono i Comuni italiani, i quali potranno ricevere preferenze - per le attività sociali svolte - dai cittadini in ciascuno di essi residenti.
Gli elenchi sono pubblicati in ordine alfabetico e raccolgono le diverse tipologie di enti ammessi al beneficio:
I contribuenti possono indicare a chi destinare il 5 per mille della loro Irpef per l'anno 2009 compilando l'apposito riquadro della dichiarazione dei redditi Unico PF o 730. I contribuenti non obbligati a presentare la dichiarazione possono compilare la scheda allegata al CUD.