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"In Parlamento va scoraggiato lo stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato, a detrimento dei consumatori": è quanto ha detto oggi il presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà nel corso della Relazione annuale. Il riferimento è al settore delle parafarmacie, delle assicurazioni e della distribuzione gas. In particolare sul fronte delle farmacie, per il presidente Antitrust "l'approvazione di riforme che riportino indietro le lancette dell'orologio ripristinerebbe di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, con la conseguente fuoriuscita dei tanti nuovi operatori".

Per l'Antitrust - segnalato il rischio di un ritorno al protezionismo e la scarsa concorrenzialità italiana - "occorre vigilare affinché i costi della crisi non siano riversati sui consumatori: il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti".

"È nostro dovere operare affinché il mercato si presenti come una casa di vetro: la trasparenza ispira fiducia e garantisce la libertà di scelta dei singoli", ha detto l'Antitrust. Ribadendo che l'intervento a tutela dei consumatori è diventato "una priorità dell'Istituto", il Garante ha evidenziato la crescita delle segnalazioni da parte dei cittadini - circa tremila denunce scritte nel 2008 e quindicimila segnalazioni veicolate dal call center - e una "decisa crescita" della sanzioni comminate in tema di scorrettezze commerciali, pari a oltre 52 milioni di euro. Fra le altre sanzioni erogate dall'Antitrust, ci sono inoltre multe per 28 milioni di euro per procedimenti che riguardano intese restrittive della concorrenza e di 3 milioni di euro per abusi di posizione dominante.

Un trend particolare è quello legato all'aumento di "ingannevolezze favorite dal bisogno" e legate a una crisi economica che finisce per produrre, ai danni dei consumatori, "false offerte di lavoro, promozioni di prodotti civetta, finte vendite sottocosto, promesse di vincita alle lotterie, proposte reticenti che alimentano il miraggio di un facile credito al consumo". C'è, ha proseguito Catricalà, "un incremento delle segnalazioni di pubblicità occulte", nonché di quelle pratiche che attribuiscono "poteri miracolosi" a cibi, pillole, cosmetici. Un campo nel quale il ruolo dell'Autorità potrebbe andare al di là della censura delle condotte sleali, ha sottolineato il presidente: "Potremmo esercitare anche una funzione di orientamento verso prassi commerciali virtuose nei mercati in cui le scorrettezze risultano più evidenti. Si potrebbe ipotizzare - ha proseguito - l'introduzione nel nostro ordinamento di strumenti di consultazione o verifica preventiva che forniscano certezza ai soggetti interessati con beneficio dell'intero sistema". E aumentare le sanzioni: "Nello stesso tempo - ha detto l'Antitrust - è necessario potenziare gli strumenti sanzionatori e ampliare il raggio di intervento dell'Antitrust fino alle pratiche commerciali scorrette ai danni delle piccole e medie imprese". L'Autorità non ha in questo una specifica competenza ma riceve "molte denunce" da piccole e medie imprese e registra "un alto grado di insoddisfazione" nel rapporto con le banche.

Nella sua relazione l'Antitrust non ha mancato di fare riferimento alla class action, affermando che "potrebbe esserci riconosciuto un ruolo più incisivo nell'istituto della class action che in Italia, per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione. L'anno scorso avevamo auspicato che il rinvio dell'entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla. La soluzione che oggi si profila - conclude Catricalà - sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono rimaste sole nell'affermazione di un principio di civiltà giuridica".