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Sono più di 3000 le persone che negli ultimi dodici mesi si sono rivolte agli Sportelli per la Tutela dei Consumatori della Provincia di Roma, una rete capillare formata da otto punti d'ascolto dislocati in diverse zone della città compresi gli Outlet di Valmontone e Castel Romano.
Gli sportelli voluti direttamente dalla Provincia di Roma e gestiti in sinergia con le Associazioni dei consumatori, rappresentano un'esperienza del tutto innovativa nel settore della tutela del consumatore, mirata a tutelare fasce di cittadini/consumatori certamente più deboli e, allo stesso tempo, ad operare dove i problemi e le necessità sono più frequenti.
"La bontà dell'idea - ha spiegato l'assessore alle Politiche del Personale, alla Tutela dei consumatori e lotta all'Usura, Serena Visintin - è testimoniata dai dati che presentiamo: degli oltre 3000 contatti stabiliti tra maggio 2009 e maggio 2010, quasi il 50% arriva dai nuovi sportelli "Consumina", che hanno fatto registrare in 12 mesi ben oltre 1200 richieste".
"La loro nuova ubicazione all'interno dei Centri per l'impiego e Outlet - ha aggiunto l'assessore Visintin - ci ha consentito di raggiungere un'utenza diversificata, nel primo caso andando a recepire le istanze di consumatori più deboli, come extracomunitari o persone in stato di disoccupazione, molto spesso residenti in aree disagiate; nel secondo caso ci ha permesso di aiutare fasce di popolazione abituate ad avere meno difficoltà, inserite nel mercato e con la possibilità di spendere qualche "centesimo in più".

Un’iniziativa nata dalla società civile europea, dal Movimento Federalista Europeo in collaborazione con il Consiglio italiano del movimento europeo e il Centro studi “Altiero Spinelli” dell’Università Roma Tre, aperta a cittadini e rappresentanti del mondo politico: è la due giorni “Convenzione dei cittadini europei sui beni pubblici e i diritti collettivi”, che si svolgerà il 4 e 5 giugno a Roma presso Università degli Studi Roma Tre.
Si discuterà in gruppi di lavoro sui seguenti temi: Democrazia europea; Il ruolo dell’UE per la pace nel mondo; Interculturalità e inclusione; Diritti collettivi.
Come informa il lancio dell’iniziativa, “l’Europa deve affrontare, nella nuova fase della politica mondiale, due difficili sfide: da un lato riposizionare l’economia e lo sviluppo europeo nel nuovo assetto economico mondiale che sta emergendo con l’ingresso delle nuove potenze e sotto gli effetti della crisi economica e, dall’altro, contribuire al sistema di sicurezza collettiva previsto dalla Carta delle Nazioni Unite e, contestualmente, alla riforma ed alla democratizzazione del sistema delle Nazioni Unite”. Questa fase coincide con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
“Il nuovo Trattato – si legge in una nota stampa – traccia un quadro politico ed istituzionale in cui si può agire a favore di nuovi beni pubblici e diritti collettivi europei, quali: un'economia sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale; un contributo alla soluzione del disordine economico e monetario mondiale; una cittadinanza europea fondata sul paradigma dei diritti umani internazionalmente riconosciuti nel segno dell’inclusione, e un “dialogo civile” permanente e strutturato che possa ridurre il deficit democratico nell’UE, incentivando il coinvolgimento dei cittadini nei processi di presa delle decisioni politiche; una cooperazione strutturata nel campo della politica estera e della sicurezza per dare una reale possibilità all’Unione di essere ascoltata sul piano internazionale e di promuovere la pace e i diritti umani nel mondo”.

Si chiama “Tutti in vacanza!” il primo volume della collana “Manuali del consumatore” realizzata dalla Camera di Commercio di Prato. Il documento si può consultare sul sito camerale e raccoglie guide, vademecum, decaloghi e informazioni in pillole sul turismo, selezionate dalla Camera di Commercio di Prato attraverso le banche dati dello Sportello Consumatori on line.
È stato creato un percorso ideale che va dalla scelta della meta all’organizzazione del viaggio, dalla preparazione della partenza fino al rientro a casa, con un’attenzione particolare al mezzo scelto per partire, alla presenza di bambini, ad eventuali animali al seguito, con un occhio alle spese, alla sicurezza, alla salute e agli imprevisti. Per ogni argomento è possibile trovare informazioni e link utili ad organizzare al meglio ogni momento della vacanza e a prevenire eventuali inconvenienti e contrattempi.

"Spesa sociale a km zero". Si chiama così il progetto nato dalla collaborazione fra Coldiretti e l'Associazione nazionale delle Famiglie numerose. L'obiettivo dei "pacchi familiari a km zero" è combattere il caro vita con una rete organizzata di acquisto di prodotti alimentari di alta qualità al miglior prezzo forniti dalle aziende agricole del territorio. Dopo i test dei mesi scorsi a Milano per la Lombardia, adesso il sistema verrà esteso anche a Padova per il Veneto e a Bari per la Puglia con l'obiettivo di raggiungere almeno 400 famiglie in tre anni.
Il meccanismo prevede una consegna mensile di confezioni già pronte con all'interno i diversi prodotti del territorio. I pacchi vengono portati in una base di smistamento gestita dalle famiglie e da lì ritirati dagli interessati.

Il credito diventa "nero" quando si ricorre all'usura. E in una mappa dell'Italia che prenda in considerazione il rischio dell'usura, ovvero la vulnerabilità del territorio rispetto a un fenomeno che difficilmente viene denunciato - con la conseguenza che il numero di denunce è molto diverso dal numero di richieste di assistenza presentate a fondazioni antiusura - tutte le province con un indice di usura considerato alto o medio-alto appartengono al Mezzogiorno, con una situazione di particolare rischio per le province della Calabria, della Campania e della Sicilia. Sono i dati resi noti oggi dall'Eurispes che ha pubblicato lo studio "L'usura: quando il 'credito' è nero", elaborando un indicatore chiamato Indice di Rischio Usura.
L'Eurispes dunque, nella direzione di mappare il territorio secondo il livello di permeabilità all'usura, ha formulato un Indice di Rischio Usura (IRU), fondato sull'analisi di quelle variabili di contesto socio-economico che si ritiene possano influenzare il grado di vulnerabilità di un territorio rispetto all'usura, dal quadro economico allo stato di protesti e sofferenze al tessuto imprenditoriale ai reati di criminalità. L'Indice assume così valori compresi tra 0 e 100 (in funzione crescente del grado di vulnerabilità del territorio), aggregati in cinque classi di rischio usura: molto basso (0-20), basso (20-40), medio (40-60), medio-alto (60-80) e alto (80-100).
A partire da quest'indice, l'Eurispes evidenzia che tutte le province con un Indice di Rischio Usura classificato come alto e medio-alto appartengono al Mezzogiorno: nell'ordine, ci sono Vibo Valentia (100), Catanzaro (99,3), Caserta (98,3), Reggio Calabria (97,1), Crotone (95,0), Cosenza (93,9), Benevento (91,7) e Agrigento (91,0). Agli ultimi posti, al contrario, Bologna con 6,3, Bolzano con 5,6 e Trento con zero. Roma ha un indice corrispondente a 26,5, Milano più basso a 14,7.
Sono particolarmente a rischio, dunque, le province della Calabria (con un indice medio regionale di 97,1), seguite dalla Campania e dalla Sicilia. Nella categoria identificata come a rischio medio si riscontra, viceversa, una netta predominanza delle province del Centro (60% del totale). Nelle classi di rischio molto basso tutte le province, ad eccezione di Firenze, appartengono al Nord Italia, con una netta prevalenza delle province del Nord-Est rispetto a quelle del Nord-Ovest (rispettivamente 64% e 32% del totale). Le province di Trento e Bolzano risultano in assoluto le meno vulnerabili rispetto al fenomeno dell'usura.
L'istituto, nella rilevazione effettuata per il Rapporto Italia 2010, ha inoltre chiesto ai cittadini se fossero o meno a conoscenza di persone che si rivolgono agli usurai per ottenere prestiti: nel 25,2% dei casi la risposta è stata affermativa.

“Pubblicità: tra tutela del mercato e difesa del consumatore”. Questo il tema del prossimo convegno organizzato da Consumers’ Forum e in programma al Cnel il 24 maggio. Il programma prevede l’intervento del presidente Sergio Veroli, cui seguiranno Massimiliano Dona (Unione Nazionale Consumatori) con un intervento su “Consumatori al centro?”, Vincenzo Guggino (segretario generale dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria) su “L’efficacia dell’autoregolamentazione pubblicitaria italiana” e Lorenzo Marini (direttore creativo) su “La pubblicità è sempre sincera?”. A seguire, gli interventi di Carlo Orlandi, presidente del Comitato di controllo IAP, di Paolo Saba, direttore generale per la tutela del consumatore dell’Autorità Antitrust, e dell’avvocato Paolina Testa. Interverranno rappresentanti di associazioni consumatori, imprese e istituzioni. Si inizierà alle 14.00 presso il Cnel.

Via libera dal Cipe ad un "corposo programma" di investimenti nel settore delle infrastrutture: 11 miliardi di euro "per dotare il Paese di un sistema infrastrutturale moderno capace di migliorare la competitività del sistema Italia". E' quanto ha dichiarato il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, al termine della seduta del Comitato interministeriale per la programmazione economica.
Nel dettaglio sono stati approvati:
Il Cipe ha, poi, approvato il piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per 358 milioni di euro. I lavori partiranno immediatamente con i primi interventi. Approvato il contratto di programma FS-Rete Ferroviaria Italiana - aggiornamento 2009 - che prevede tra l'altro l'AV-AC Milano-Genova, l'AV-AC Treviglio-Brescia e il Tunnel del Brennero. Il Cipe ha, infine, dato il via libera alle convenzioni autostradali approvando le prescrizioni previste dalla Finanziaria 2009. Fra le convenzioni anche quella sulla Cecina-Civitavecchia.

L'Europa fa passi avanti per aiutare i consumatori che vogliono presentare reclami contro le aziende. La Commissione Europea ha adottato oggi una raccomandazione con l'obiettivo di stabilire un metodo europeo che permetta agli organismi che trattano le denunce di classificarle e di comunicare i dati che le descrivono. Il metodo dovrebbe fornire dati comparabili sui reclami, gli elementi indispensabili per stabilire quali sono le componenti del mercato interno meno efficienti per i consumatori dell'Unione Europea.
Ad esempio, i reclami verranno classificati in base alla categoria del prodotto (biglietti aerei, servizi elettrici, conti correnti eccetera) e alla natura della controversia (se riguarda il prezzo, la qualità, la sicurezza, la consegna eccetera). Sarà così possibile prendere più velocemente, sia a livello nazionale che europeo, delle misure più mirate. Attualmente, in Europa, esistono oltre 700 organismi che si occupano dei reclami dei consumatori, utilizzando un proprio sistema di classificazione. Per questo i dati disponibili non sono comparabili ed è impossibile avere un quadro d'insieme, neanche a livello nazionale. Per favorire l'adozione del metodo europeo la Commissione fornirà l'assistenza tecnica.
"Se i consumatori si lamentano in massa di uno stesso problema, l'allarme dovrebbe risuonare nelle capitali europee e a Bruxelles - ha commentato il Commissario Ue ai consumatori - Oggi, invece, può capitare che il messaggio non arrivi in tempo, né in modo chiaro. Grazie a questa iniziativa, nel momento in cui i consumatori europei si trovano di fronte ai problemi della vita quotidiana, i responsabili politici ne saranno informati meglio e più rapidamente".

Venticinque tonnellate di cibo etnico sono state sequestrate oggi in diverse città d'Italia. E' il risultato di una vasta operazione di controllo che ha coinvolto i carabinieri dei 38 Nas dislocati sul territorio nazionale. Nelle ultime due settimane i Nas hanno effettuato controlli su importatori, grossisti e commercianti operanti nella distribuzione di alimenti etnici, verificandone la correttezza della conservazione, degli ingredienti, dell'etichettatura e dei requisiti igienico sanitari ed autorizzativi.

Gli europarlamentari chiedono che gli alimenti prodotti con processi nanotecnologici, come i micro rivestimenti commestibili su frutta e verdura che ne allungano la vita sugli scaffali, vengano sottoposti ad un'attenta valutazione dei rischi prima di essere approvati, etichettati e immessi nel mercato europeo. Fino a quando non saranno noti i possibili effetti sull'uomo, questi nuovi alimenti non dovranno essere inclusi nella lista comunitaria.
E' la posizione della commissione dell'Ambiente e la tutela del consumatore del Parlamento Europeo, che ha votato un rapporto: "Abbiamo insistito perché nessun prodotto alimentare prodotto tramite nanotecnologie o contenente nanoparticelle venisse immesso sul mercato senza un'attenta e dettagliata valutazione dei rischi" ha precisato la relatrice olandese dei Verdi nordici (gruppo GUE/NGL), Kartika Liotard.
Il rapporto ha, inoltre, chiesto alla Commissione Europea di trattare il tema degli alimenti provenienti da animali clonati in un'altra proposta di regolamento. "Per quanto ne sappiamo, al momento non c'è nessun alimento che provenga da un animale clonato o dalla sua discendenza sul mercato UE, e il Parlamento non vuole che le cose cambino in futuro - ha detto Liotard - La Commissione sta provando a spingere una legislazione su questo tema controverso senza nemmeno un dibattito pubblico. Noi vogliamo che la questione venga affrontata in un regolamento separato". Il voto sul rapporto è previsto per la plenaria di luglio.

Il TrovaOfferte si rinnova. Oltre alle offerte di energia elettrica, il sistema di ricerca messo a punto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas permetterà ai consumatori di orientarsi anche fra le offerte per la fornitura di gas e per quelle congiunte energia elettrica e gas. Sarà dunque possibile ricercare e confrontare diverse proposte commerciali disponibili sul mercato, utilizzando il TrovaOfferte dell'Autorità, disponibile sul sito internet, in una nuova versione che, oltre alle offerte di energia elettrica, è stata estesa anche al gas ed alle offerte 'dual fuel' per la fornitura congiunta di elettricità e gas.
Vengono messe a confronto le offerte di 18 imprese che ad oggi hanno dato la loro adesione (A2A Energia, Acam Clienti, Acea Electrabel Elettricità, AGSM Energia, Amga Energia e Servizi, Asmea, Blue Meta, Cva Trading, E.on Energia, Edison Energia, Eneide, Enel Energia, Eni, Hera Comm, Iride Mercato, Italcogim Energie, Trenta, Vivigas) e per orientarsi è disponibile anche il numero verde dello Sportello per il Consumatore 800.166.654.

Sono entrate in vigore lo scorso 8 maggio le disposizioni del decreto legislativo 59/10 di recepimento della Direttiva sui Servizi nel mercato interno (2006/123/CE), con la quale viene introdotta la dichiarazione di inizio attività (DIA) per alcune tipologie di servizi quali apertura di esercizi di vicinato e attività artigianali come parrucchieri, estetiste e lavanderia. Rimane invece il provvedimento di autorizzazione nel caso di bar e ristoranti.
"La Direttiva - si legge nella circolare esplicativa - ha indicato quale suo obiettivo prioritario l'eliminazione delle barriere allo sviluppo del settore dei servizi tra Stati membri, per il cui raggiungimento prevede la semplificazione normativa e amministrativa della regolamentazione e, in particolare, delle procedure e delle formalità relative all'accesso e allo svolgimento delle attività di servizio. Ha indicato, altresì, quale principale strumento per perseguire tale obiettivo, la necessità di limitare l'obbligo di autorizzazione preliminare alle attività di servizio - sostituendolo, tutte le volte che sia possibile, con istituti semplificati - e di prevedere requisiti per l'accesso all'attività, solo nei casi in cui tale autorizzazione e tali requisiti siano giustificati da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza, sanità pubblica o tutela dell'ambiente, in conformità e nel rispetto dei principi di non discriminazione, necessità, proporzionalità".
Nel caso dell'apertura degli esercizi di vicinato (+ 150 mq. nei comuni con < 10.000 ab.; + di 250 mq. nei comuni con > di 10.000 ab. ) e per le forme speciali di vendita (spacci interni, apparecchi automatici, vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione, vendite presso il domicilio dei consumatori) è stata prevista la dichiarazione di inizio attività ad efficacia immediata in luogo della comunicazione. La DIA immediata consente l'avvio dell'attività contestualmente all'invio della comunicazione al comune competente per territorio. Il decreto interviene anche per l'apertura delle attività di acconciatore, di estetista e tintolavanderia, prevedendo la Dia ad efficacia immediata.
Per quanto riguarda bar e ristoranti, il decreto prevede invece il mantenimento del provvedimento di autorizzazione nel caso di aperture, vista la necessità di garantire particolari tutele di sostenibilità ambientale e sociale, di viabilità ed ordine pubblico, nonché di tutela di aree di pregio storico ed artistico.

Banche e altri intermediari dal primo luglio dovranno essere più trasparenti nelle informazioni che forniscono ai clienti e al mercato. Lo prevede il nuovo 'Manuale degli obblighi informativi dei soggetti vigilati', preparato dalla Consob per recepire quanto previsto dalla legge sul risparmio e dalle direttiva europea Mifid.
Le nuove regole, varate dopo una consultazione avviata l'estate scorsa, prevedono in particolare - si legge nella newsletter della Commissione - una più estesa copertura informativa riguardo "alla distribuzione di prodotti finanziario-assicurativi (unit e index linked, contratti di capitalizzazione); all'attività di gestione collettiva di portafogli/fondi immobiliari, di private equity e di hedge fund; all'operatività svolta dai promotori finanziari per conto degli intermediari che esercitano l'attività di offerta fuori sede". Le informative obbligatorie sono state suddivise in tre categorie: 'documentazione periodica', che comprende i bilanci d'esercizio; 'documentazione ad evento' come le modifiche dello statuto sociale e le operazioni di finanza straordinaria; 'dati strutturati', per esempio i dati aggregati relativi alla composizione dei portafogli gestiti e alle relative variazioni.

Si è riunita oggi per la prima volta l'Agenzia Europea per la Cooperazione dei Regolatori dell'Energia, nata per coordinare a livello europeo le Autorità per l'energia nazionali, per facilitare l'integrazione dei mercati e sostenere la tutela dei consumatori. Alla guida l'italiano Alberto Pototsching.
E' partita infatti oggi l'attività dell'Agenzia Europea per la Cooperazione dei Regolatori dell'Energia (ACER) che si è riunita a Bruxelles per la prima volta. L'ACER è stata istituita dal Regolamento 713/2009, uno degli atti che compongono il Terzo pacchetto di liberalizzazione del settore energetico approvato dalla Commissione Europea nell'agosto 2009. I suoi obiettivi sono: coordinare a livello europeo le funzioni di regolazione svolte dalle Autorità per l'energia nazionali; portare alla definizione di codici di rete europei condivisi; fornire orientamenti, pareri e proposte a tutte le istituzioni europee e agli altri stakeholders; verificare e promuovere l'armonizzazione delle regole, per facilitare l'integrazione dei mercati e sostenere la tutela dei consumatori.
L'ACER avrà sede a Lubiana (Slovenia) e potrà contare, a regime, su un budget di 6-7 milioni di euro l'anno ed un organico di 50 persone. Alla guida dell'ACER è stato designato l'italiano Alberto Pototsching; la sua candidatura è stata fortemente sostenuta dalla Autorità per l'energia italiana, assieme al Governo, al Vice Presidente della Commissione e ai Parlamentari europei italiani.