Il credito diventa "nero" quando si ricorre all'usura. E in una mappa dell'Italia che prenda in considerazione il rischio dell'usura, ovvero la vulnerabilità del territorio rispetto a un fenomeno che difficilmente viene denunciato - con la conseguenza che il numero di denunce è molto diverso dal numero di richieste di assistenza presentate a fondazioni antiusura - tutte le province con un indice di usura considerato alto o medio-alto appartengono al Mezzogiorno, con una situazione di particolare rischio per le province della Calabria, della Campania e della Sicilia. Sono i dati resi noti oggi dall'Eurispes che ha pubblicato lo studio "L'usura: quando il 'credito' è nero", elaborando un indicatore chiamato Indice di Rischio Usura.
L'Eurispes dunque, nella direzione di mappare il territorio secondo il livello di permeabilità all'usura, ha formulato un Indice di Rischio Usura (IRU), fondato sull'analisi di quelle variabili di contesto socio-economico che si ritiene possano influenzare il grado di vulnerabilità di un territorio rispetto all'usura, dal quadro economico allo stato di protesti e sofferenze al tessuto imprenditoriale ai reati di criminalità. L'Indice assume così valori compresi tra 0 e 100 (in funzione crescente del grado di vulnerabilità del territorio), aggregati in cinque classi di rischio usura: molto basso (0-20), basso (20-40), medio (40-60), medio-alto (60-80) e alto (80-100).
A partire da quest'indice, l'Eurispes evidenzia che tutte le province con un Indice di Rischio Usura classificato come alto e medio-alto appartengono al Mezzogiorno: nell'ordine, ci sono Vibo Valentia (100), Catanzaro (99,3), Caserta (98,3), Reggio Calabria (97,1), Crotone (95,0), Cosenza (93,9), Benevento (91,7) e Agrigento (91,0). Agli ultimi posti, al contrario, Bologna con 6,3, Bolzano con 5,6 e Trento con zero. Roma ha un indice corrispondente a 26,5, Milano più basso a 14,7.
Sono particolarmente a rischio, dunque, le province della Calabria (con un indice medio regionale di 97,1), seguite dalla Campania e dalla Sicilia. Nella categoria identificata come a rischio medio si riscontra, viceversa, una netta predominanza delle province del Centro (60% del totale). Nelle classi di rischio molto basso tutte le province, ad eccezione di Firenze, appartengono al Nord Italia, con una netta prevalenza delle province del Nord-Est rispetto a quelle del Nord-Ovest (rispettivamente 64% e 32% del totale). Le province di Trento e Bolzano risultano in assoluto le meno vulnerabili rispetto al fenomeno dell'usura.
L'istituto, nella rilevazione effettuata per il Rapporto Italia 2010, ha inoltre chiesto ai cittadini se fossero o meno a conoscenza di persone che si rivolgono agli usurai per ottenere prestiti: nel 25,2% dei casi la risposta è stata affermativa.
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