"La Commissione europea ha pubblicato le draft Guidelines sulla classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio ai sensi dell’AI Act.
È un passaggio meno tecnico di quanto possa sembrare. La domanda decisiva, infatti, non è soltanto se un sistema “usa AI”, ma in quale contesto viene impiegato, con quale funzione, e con quale capacità di incidere su sicurezza, salute, diritti fondamentali, accesso a servizi essenziali, lavoro, educazione, giustizia e processi democratici.
Le linee guida seguono la struttura dell’art. 6 AI Act: da un lato i sistemi integrati in prodotti soggetti alla normativa UE di armonizzazione e a valutazione di conformità; dall’altro gli ambiti sensibili dell’Annex III. Ma il vero punto è più profondo: la classificazione del rischio non è una mera etichetta regolatoria. È il primo momento in cui l’organizzazione deve comprendere se l’AI che utilizza resta uno strumento ausiliario o diventa una infrastruttura di decisione. Da qui discende una conseguenza pratica molto chiara: senza una mappatura seria dei casi d’uso, dell’intended purpose e dell’impatto concreto sugli output decisionali, non c’è compliance credibile. C’è solo documentazione formale.
Il testo è ancora in consultazione, ma rappresenta già un tassello importante per capire come l’AI Act passerà dalla norma alla governance effettiva." - Così Oreste Pollicino Professore ordinario Diritto costituzionale Università Bocconi.
Documento ufficiale della Commissione UE qui
Maggiori informazioni sulla consultazione mirata degli stakeholder su questi orientamenti qui.
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