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Siti e app poco accessibili negano sconti e servizi a milioni di utenti fragili. Il risultato? Prezzi più cari o mancate vendite. Acquisti, pagamenti, assistenza clienti: sempre più fasi della vita quotidiana passano da siti, app, e shop online. Quando queste piattaforme sono poco accessibili, milioni di persone restano tagliate fuori da informazioni, sconti e servizi essenziali. Per chi ha una disabilità, questo potrebbe significare pagare di più non riescendo a usufruire di promozioni, agevolazioni o canali di contatto alternativi.

La giornata mondiale dei diritti dei consumatori (15 marzo) con il tema “safe products, confident consumers” richiama la necessità di una tutela effettiva anche nel digitale. Accessiway sottolinea che senza accessibilità online la protezione del consumatore è solo parziale: se un utente non riesce a leggere le caratteristiche di un prodotto, a completare un pagamento o a visualizzare un alert di sicurezza o una comunicazione promozionale, il suo diritto all’informazione e alle pari opportunità viene compromesso. In Italia questo problema riguarda circa 13 milioni di persone con disabilità. Ma l’impatto si estende anche a chi ha scarsa dimestichezza con la tecnologia o barriere linguistiche e culturali.

I problemi dell’accessibilità online
Le barriere non si limitano alle pagine web difficili da navigare, ma si spostano anche sugli strumenti più recenti. La crescente diffusione di funzionalità attivabili tramite qrcode o applicazioni mobili rende ancora più evidente il divario tra chi può accedere senza problemi e chi resta escluso. Se queste soluzioni non sono pienamente accessibili, le promozioni, i programmi fedeltà o le informazioni di sicurezza veicolate solo in digitale non raggiungono una parte dei consumatori.

Secondo il Webaim million report 2025, il 94,8% delle homepage analizzate presenta almeno un errore di accessibilità, e tra i problemi più frequenti ci sono il contrasto di colore insufficiente, i campi modulo senza etichette e i link poco chiari. Le piattaforme di shopping online risultano tra le più problematiche, con una concentrazione di errori superiore alla media. In pratica, proprio dove si effettuano acquisti e pagamenti, l’esperienza per le persone con disabilità è spesso più complicata.

La regolamentazione Ue
In questo scenario si inserisce l’European Accessibility Act, che estende gli obblighi di accessibilità a settori chiave come eCommerce, servizi bancari e piattaforme digitali. Le nuove norme fissano requisiti perché siti e app siano utilizzabili da tutti e riconoscono il legame diretto tra accessibilità, diritto all’informazione, sicurezza e risarcimento. “Le linee guida europee garantiscono questi diritti -osserva Jacopo Deyla, chief accessibility officer di Accessiway-, ma se le avvertenze non possono essere lette, se un pagamento non può essere completato o se un alert antifrode non è consultabile, la tutela diventa inevitabilmente parziale”. L’appello alle aziende è di rendere accessibili i propri sistemi digitali non è più solo un adempimento tecnico, ma una scelta che incide sul portafoglio e sulla sicurezza di milioni di consumatori.

https://www.mark-up.it/poca-accessibilita-digitale-e-i-consumatori-pagano-di-piu/