Appena due giorni dopo aver accettato di pagare 68 milioni di dollari per chiudere una class action riguardante l’accusa di aver registrato senza consenso le conversazioni degli utenti che utilizzavano il suo assistente vocale, Google torna nuovamente a mettere mano al portafoglio per risolvere un’altra azione legale collettiva in cui i consumatori attribuivano al colosso di Mountain View la colpa di aver programmato il proprio sistema operativo Android per raccogliere i dati personali dagli smartphone degli utenti senza chiedere loro alcun consenso, e stavolta la somma da versare è di ben 135 milioni di dollari.
In base a quanto riferisce l’agenzia di Stampa Reuters, anche se Google ha negato attività illecite su Android, un accordo preliminare con Alphabet è stato però depositato nella tarda notte di martedì scorso presso il tribunale federale di San Jose, in California, ed è in attesa dell'approvazione di un giudice.
Secondo le accuse, stavolta Google avrebbe raccolto senza necessità i dati dai cellulari degli utenti che hanno acquistato dai gestori di telefonia mobile, continuando a scaricare informazioni dai dispositivi anche quando essi chiudevano le app di Google, disabilitavano la condivisione della posizione, o bloccavano i loro schermi.
Come parte dell'accordo, Google si impegnerà a non trasferire i dati senza ottenere il consenso degli utenti Android quando configurano i loro telefoni.
La società con sede a Mountain View renderà anche più facile per gli utenti interrompere i trasferimenti attivando e divulgherà i trasferimenti nei suoi termini di servizio di Google Play.
Anche se la cifra del risarcimento può sembrare enorme, Glen Summers, un avvocato che assiste i querelanti, ha comunque osservato che a ciascun utente toccheranno appena 100 dollari.
Con l’approvazione dell’accordo, sarà così archiviato il processo che era stato programmato per il prossimo 5 agosto. Al momento Google non ha rilasciato dichiarazioni, ma sta di fatto che in pochi giorni ha accettato di pagare complessivamente più di 200 milioni di dollari per mettere a tacere le lamentele dei consumatori sul mancato rispetto della loro privacy.
News
