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Forti preoccupazioni per la salute fisica e mentale dei minori online, il 25 % dei quali mostra un uso "problematico" dello smartphone . Applicazione più rigorosa delle norme dell'UE sul digitale, con multe e possibili interdizioni per le piattaforme non conformi. Vietati gli algoritmi di raccomandazione basati sul coinvolgimento e le “scatole premio” nei videogiochi. Affrontare le sfide poste dagli strumenti di IA generativa, come deepfake e app per denudare.


I deputati chiedono maggiori tutele per i minori online, tra cui un limite minimo di 16 anni per iscriversi ai social media e l'interdizione delle pratiche più dannose che creano dipendenza.

Il 26 novembre, i deputati hanno approvato con 483 voti favorevoli, 92 voti contrari e 86 astensioni una risoluzione, non vincolante, in cui esprimono forti preoccupazioni per la salute fisica e mentale dei minori online e chiedono maggiori tutele contro le strategie manipolative che possono accresce la dipendenza e incidere negativamente sulla loro capacità di concentrarsi e interagire in modo sano con i contenuti digitali.

Età minima per iscriversi alle piattaforme di social media
Per aiutare i genitori a gestire la presenza digitale dei loro figli e garantire interazioni online adeguate all'età, il Parlamento propone di fissare a 16 anni il limite minimo di età nell'UE per accedere a social media, piattaforme per la condivisione di video e compagni virtuali basati sull'IA, lasciando aperta la possibilità ai minori tra i 13 e i 16 anni di accedervi su autorizzazione dei genitori.

I deputati accolgono con favore gli sforzi della Commissione per sviluppare un'app dell'UE per la verifica dell'età e il portafoglio europeo di identità digitale (eID). Sottolineano però che i sistemi di garanzia dell'età devono essere accurati e rispettare la privacy di ragazzi e ragazze. Questi sistemi, inoltre, non sollevano le piattaforme dalla responsabilità di garantire che i loro prodotti siano sicuri e appropriati per i minori.

Per incentivare una migliore conformità con il regolamento sui servizi digitali e con altre norme in materia, i deputati propongono di far sì che l'alta dirigenza possa essere chiamata a rispondere personalmente in caso di grave e persistente inosservanza delle disposizioni, soprattutto quelle legate alla protezione dei minori e alla verifica dell'età.

Intervento più deciso della Commissione
Il Parlamento chiede anche di: vietare le pratiche di dipendenza più dannose e disattivare per impostazione predefinita altre caratteristiche che creano dipendenza per i minori, tra cui scorrimento infinito, riproduzione automatica, aggiornamento tramite trascinamento verso il basso, cicli di ricompensa e pratiche dannose di gamification (o ludificazione);
vietare i siti web che non rispettano le norme dell'UE;  intervenire per contrastare le tecnologie persuasive, come annunci mirati, pubblicità degli influencer, progettazione che crea dipendenza e percorsi oscuri, nell'ambito dell'imminente legge sull'equità digitale; vietare i sistemi di raccomandazione basati sul coinvolgimento per i minori;
applicare le norme del regolamento sui servizi digitali alle piattaforme di videogiochi online e vietare scatole premio e altri contenuti randomizzati, come valute interne all'app, ruote della fortuna e meccanismi pay-to-progress (vale a dire quelli che spingono l'utente a spendere denaro per avanzare più rapidamente); tutelare i minori dallo sfruttamento commerciale, anche vietando alle piattaforme di fornire incentivi finanziari per i bambini influencer; affrontare con urgenza le sfide etiche e giuridiche poste dagli strumenti di intelligenza artificiale generativa, come deepfake, chatbot da compagnia, agenti di IA e app per denudare basate sull'IA (che generano immagini manipolate di persone senza il loro consenso).

Contesto
Il 97 % dei giovani usa Internet ogni giorno e il 78 % dei minori tra i 13 e i 17 anni controlla i propri dispositivi almeno una volta all'ora. Allo stesso tempo, un minore su quattro fa un uso "problematico" o "disfunzionale" dello smartphone, ossia presenta dinamiche comportamentali affini alla dipendenza.

Secondo l'Eurobarometro 2025, più del 90 % degli europei ritiene urgente intervenire per proteggere i minori online, in particolare per quanto riguarda l'impatto negativo dei social media sulla loro salute mentale (93 %), il bullismo online (92 %) e la necessità di strumenti efficaci per limitare i contenuti inadatti alla loro età (92 %).

Gli Stati membri stanno iniziando a intervenire e reagire con misure come limiti di età e sistemi di verifica.

https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20251120IPR31496/minori-e-social-media-il-pe-chiede-di-fissare-l-eta-minima-a-16-anni