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ASSEMBLEA DI CONSUMERS’ FORUM: SERGIO VEROLI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA INSIEME A PAOLO BETTO VICEPRESIDENTE, SARA BITETTI NOMINATA SEGRETARIO GENERALE.

20 Luglio 2021
Comunicato stampa - 20 luglio 2021 - Sergio Veroli è stato confermato Presidente di Consumers’ Forum per il prossimo triennio insieme a Paolo Betto, responsabile rapporti istituzionali e Vice Direttore di Federfarma, anch’egli confermato, in qualità di Vice presidente. Una vita nel consumerismo come Vice presidente di Federconsumatori,... [continua]

Il Festival dello sviluppo sostenibile 2021

19 Luglio 2021
Giunto alla sua quinta edizione, il Festival è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta... [continua]

Consumatori sempre più consapevoli della loro influenza e protagonisti dei cambiamenti dei brand

13 Luglio 2021
Consumatori sempre più consapevoli della loro influenza e protagonisti dei cambiamenti sul mercato e brand che da un lato hanno la necessità di investire strategicamente nella costruzione di un rapporto basato sull’elemento fiducia che è ormai la chiave per il successo e dall’altro hanno una possibilità senza precedenti di migliorare la società.... [continua]

Protezione dei consumatori: la Commissione rivede le norme dell'UE sulla sicurezza dei prodotti e sul credito al consumo

30 Giugno 2021
La Commissione europea ha proposto la revisione di due normative dell'UE per rafforzare i diritti dei consumatori in un mondo ridefinito dalla digitalizzazione e dalla pandemia di COVID-19. La Commissione rinforza la rete di sicurezza dei consumatori dell'UE, ad esempio facendo in modo che i prodotti pericolosi siano richiamati dal mercato o che... [continua]

Neutralità climatica entro il 2050 diventa legge Ue

28 Giugno 2021
Il Consiglio Ue ha concluso la procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione europea l'obiettivo della neutralità climatica dell'Ue entro il 2050. L'adozione segue l' accordo politico raggiunto con l'Europarlamento il 21 aprile. [continua]

“La gestione dei rifiuti nel nostro Paese nell’ultimo anno e mezzo ha visto un aumento della produzione, una riduzione degli impianti, una crescita dell’export e della movimentazione fuori Regione. Per cogliere la sfida europea della Circular economy (obiettivi: 65% di riciclo e 10% in discarica al 2035 per i rifiuti urbani) occorrerà aumentare sensibilmente la raccolta differenziata fino all’80% e la capacità di riciclo, limitando il tasso di conferimento in discarica e innalzando al 25% la percentuale di valorizzazione energetica dei rifiuti al fine di chiudere il ciclo. Per farlo, oggi non è più rinviabile la definizione di una “Strategia Nazionale per la gestione rifiuti”, cogliendo le opportunità irripetibili che nei prossimi mesi arrivano dai nuovi fondi europei e dal Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti. Servono investimenti in impianti di riciclo, recupero e smaltimento per 10 miliardi di euro.”

Sono queste le principali evidenze che emergono dal dossier “Per una Strategia Nazionale dei rifiuti – La strategia nazionale mette le gambe”, che anticipa la pubblicazione del Rapporto promosso da FISE Assoambiente (Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica). Il Dossier è stato realizzato per l’Associazione dal Laboratorio REF Ricerche e presentato oggi a Milano nel corso del “Il Verde e il Blu Festival”, in programma dal 25 al 27 settembre.

Il Dossier analizza le criticità che ancora frenano lo sviluppo industriale del settore della gestione rifiuti, evidenziando come poco o nulla sia stato fatto negli ultimi 18 mesi per migliorare la situazione del nostro Paese. Le proposte avanzate dall’Associazione sono rimaste inascoltate: nulla è stato fatto sul fronte dell’elaborazione di una strategia nazionale dei rifiuti, né per colmare la carenza impiantistica attraverso un piano di investimenti straordinari, né per migliorare il quadro di regole per il settore che resta troppo complesso e incerto (in forte ritardo anche sui decreti End of Waste). La sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) continua a diffondersi sui territori e tra le fila dei rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, frenando la realizzazione di opere necessarie per il nostro Paese.

Intanto, gli obiettivi fissati a livello europeo prevedono che entro il 2035 dovrà essere avviato a riciclo il 65% dei rifiuti (per farlo, al netto degli scarti dei processi di recupero, bisognerà portare la raccolta differenziata almeno all’80%) oggi siamo al 45%, in discarica il 10% (oggi siamo al 22%) e la restante parte dovrà essere avviata a recupero energetico, oggi siamo al 18%.

Contrariamente a quanto previsto dagli obiettivi europei per la Circular economy negli ultimi 18 mesi, invece:
• è aumentata la produzione di rifiuti: +2% (+590mila ton) di rifiuti urbani rispetto al 2018, +3,3% (+4,6 mln/ton) di rifiuti speciali;
• sono diminuiti gli impianti di gestione: -396 impianti totali per gli speciali (meno impianti di incenerimento e di digestione anaerobica);
• sono aumentati i deficit regionali (a 2,2 mln/ton), quindi la movimentazione di rifiuti a recupero energetico/smaltimento;
• è cresciuto l’export di rifiuti: +31% (+110mila ton) per gli urbani, +14% (+420mila ton) per gli speciali;
• sono aumentati i costi di smaltimento: + 40%.

“La pandemia ha prodotto una buona risposta da parte delle imprese dei rifiuti abituate ad agire in un contesto emergenziale, ma al contempo ha sottolineato le fragilità del sistema e i problemi di sicurezza per la gestione degli urbani, accentuati dal blocco dell’export da cui dipendono le filiere del recupero di materia”, ha evidenziato il Presidente di FISE Assoambiente – Chicco Testa, commentando lo Studio, “Oggi è ancora più necessario definire una Strategia Nazionale di gestione dei rifiuti che fornisca una visione nel medio-lungo periodo migliorando le attuali performance. Per farlo nei prossimi mesi abbiamo due irripetibili occasioni da cogliere: il piano di aiuti messo in campo dalla UE (Recovery Fund) e il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti da definire nei prossimi 18 mesi secondo quanto previsto dalla direttiva europea appena recepita”.

“Fare economia circolare significa disporre degli impianti di gestione dei rifiuti con capacità e dimensioni adeguate alla domanda. I nostri dati evidenziano come in Italia servano impianti di recupero (di materia e di energia), a partire dagli oltre 40 in grado di trattare la frazione organica, per finire con termovalorizzatori che possano gestire rifiuti urbani e speciali non riciclati. Un investimento complessivo che richiederà 10 mld di euro, interamente recuperabili da risorse finanziarie di mercato, garantite da una regolazione equa ed efficace. Abbiamo dinanzi a noi un’occasione unica, non possiamo mancarla”.

Lo Studio sottolinea come per raggiungere questi obiettivi occorreranno anche strumenti economici a sostegno dell’utilizzo dei materiali riciclati e per l’uso di sottoprodotti e materiali end of waste, oltre a un quadro normativo chiaro per il settore, che semplifichi le procedure di autorizzazione, favorisca investimenti e sana competizione fra imprese, consentendo di realizzare tutti gli impianti necessari.

http://www.assoambiente.org/

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