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La crisi colpisce anche l'intermediazione commerciale che, in Italia, è rappresentata da oltre 300 mila imprese. Lo sostiene la Fiarc-Confesercenti che nella sua Convention nazionale in svolgimento a Tabiano Terme ha presentato un dossier sulla figura dell'agente di commercio e sulle trasformazioni che questo settore di lavoro sta affrontando.

Il rapporto stima una perdita di 3-4 mila posti di lavoro all'anno, e si teme che il 2009 possa concludersi con perdite ancora più pesanti. Il settore nel frattempo ha già registrato risultati negativi del fatturato delle imprese con un calo fra il 2007 ed il 2008 del 7,4%, segno evidente della crisi dei consumi delle famiglie che alla fine di quest'anno potrebbe toccare il -2,3%.

Ma come hanno reagito gli agenti di commercio alla stasi dei consumi prima e poi alla recessione? Certamente con un contenimento dei costi: calano le spese per ristoranti ed alberghi (dal 7,75% del 2006 al 4,09% del 2008). Si azzerano praticamente le spese di rappresentanza (dal 2,34% del 2006 allo 0,00% del 2008). Scendono di molto i costi delle utenze telefoniche fisse (con una flessione dello 0,1% anche dei cellulari) mentre è altalenante l'andamento dei costi per carburanti - che resta comunque di gran lunga il costo principe per la professione - soggetti alle variazioni dei prezzi del petrolio (14,9% nel 2006, 10,8% nel 2007, 11,5% nel 2008).