Addio conciliazione se passeranno le nuove disposizioni che assegnano in esclusiva agli avvocati le controversie in materia di consumo. Se dovessero entrare in vigore la riforma dell’ordinamento forense e la legge delega 69/2009 i cittadini non potranno più rivolgersi alle associazioni dei consumatori per essere rappresentati gratuitamente e fare valere i propri diritti nei confronti delle aziende, ma saranno costretti a pagare un avvocato e sperare di ottenere giustizia attraverso il processo civile per tutti quei casi – bollette eccessive, reclami su un’utenza – che adesso vengono risolti attraverso la conciliazione, la procedura di risoluzione delle controversie in materia di consumo tra cittadini e aziende.
“Le nuove disposizioni scoraggeranno i consumatori che, per non pagare l’avvocato e attendere i tempi della giustizia ordinaria, soprattutto per le cause minori, rinunceranno a fare valere i propri diritti. Ne deriverà una negazione della giustizia”: questo il commento di Sergio Veroli, presidente di Consumers’ Forum, che oggi ha chiamato aziende e associazioni dei consumatori per esprimere una posizione comune sulle disposizioni in esame. “Il ricorso agli avvocati affossa il principio dell’autonomia negoziale delle parti e graverà sulla giustizia ordinaria”, sottolinea Veroli, ricordando che anche l’Antitrust si è espressa contro l’estensione dell’esclusiva alla professione forense.
Oggi un cittadino che vuole chiedere un rimborso alle poste o alla banca può rivolgersi a un’associazione dei consumatori e farsi rappresentare nei confronti dell’azienda. Finora si contano circa 20 protocolli di conciliazione stipulati tra associazioni dei consumatori e le maggiori aziende di tutti i comparti (tlc, assicurativo, energetico, bancario, trasporti, postale), oltre 100 mila conciliazioni concluse con successo, 730 conciliatori formati negli ultimi due anni e mezzo e con una durata media delle controversie di poche settimane.
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