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Più della metà dei siti web che vendono prodotti elettronici mettono in atto pratiche commerciali sleali e pubblicità ingannevoli. E' quanto è emerso da un'indagine su scala europea, che ha interessato 26 Stati membri più Norvegia e Islanda, realizzata nel mese di maggio su 369 siti internet che vendono apparecchi fotografici digitali, telefoni cellulari, lettori MP3, lettori DVD, computer e console per videogiochi.

L'indagine ha preso di mira 200 dei principali siti web che vendono apparecchiature elettroniche e oltre 100 siti web su cui i reclami dei consumatori avevano richiamato l'attenzione. Dunque il 55% dei siti indagati ha presentato le seguenti irregolarità: informazioni fuorvianti quanto ai diritti dei consumatori, informazioni fuorvianti sul costo totale del prodotto oppure indicazioni incomplete per contattare il commerciante.

I controlli effettuati dalle autorità nazionali di forza pubblica (coordinate dalla Commissione europea) hanno verificato l'ottemperanza a tre normative comunitarie in materia di consumatori: la direttiva sulle vendite a distanza, la direttiva sul commercio elettronico e la direttiva sulle pratiche commerciali sleali.

Il 55% dei 369 siti web indagati presentava irregolarità che sono oggetto di ulteriori indagini. Il 13% dei siti problematici richiederà una cooperazione transfrontaliera tra le autorità nazionali.

I problemi più comunemente riscontrati sono:

  • informazioni fuorvianti sui diritti dei consumatori (66% dei siti web problematici). Gli acquirenti non vengono informati affatto o vengono mal informati sul loro "diritto di restituzione" - vale a dire il diritto di recedere, entro un minimo di 7 giorni, da un contratto stipulato a distanza e di restituire il prodotto senza dover fornire una motivazione. Ad esempio, si informano i consumatori che il commerciante non accetta la restituzione del prodotto o che essi possono ottenere un rimborso esclusivamente in forma di credito (un buono d'acquisto) invece che un rimborso in contante. In altri casi i consumatori sono ingannati quanto al loro diritto di far riparare o sostituire un prodotto difettoso per un periodo di almeno 2 anni dopo l'acquisto (ad esempio si dice loro che godono di questo diritto esclusivamente per un anno);
  • informazioni fuorvianti sul prezzo totale (45% dei siti web problematici). Ad esempio mancano o sono difficili da trovare le informazioni sui costi extra di consegna. Gli extra vengono addizionati soltanto nella fase finale, quella del pagamento. Certi altri siti web arrivano addirittura al punto di promettere una "consegna gratuita" o un acquisto "tutto compreso" anche se poi di fatto applicano dei costi di consegna;
  • informazioni mancanti o incomplete per contattare il commerciante (33 % dei siti web problematici). L'indicazione del nome del commerciante, del suo indirizzo geografico o del suo indirizzo e-mail sono risultate mancanti o incomplete rendendo così impossibile contattarlo in caso di problemi.