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treniNel settore taxi, NCC e piattaforme di servizi tecnologici per la mobilità – che significa sharing economy e dunque anche Uber – servono riforme legislative, non aule di tribunale. “Auspichiamo che il legislatore si faccia quanto prima carico delle necessarie riforme nel convincimento che problemi di policy come questo non possano essere risolti nelle aule di tribunale”. Lo ha detto oggi il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti Andrea Camanzi nella sua relazione annuale.

Fra le attività svolte dall’Autorità – costituita nel settembre 2013 e operativa da gennaio 2014 – c’è infatti il recente atto di segnalazione invitato al Governo e al Parlamento sull’autotrasporto di persone non di linea (taxi, NCC e piattaforme di servizi tecnologici per la mobilità). Questo, ha spiegato Camanzi, “si propone di far emergere i nuovi mercati e le relative problematiche regolatorie affinché domanda e offerta di servizi si incontrino in modo trasparente e nel rispetto delle regole proprie di ogni attività economica d’impresa”. L’uso diffuso delle tecnologie informatiche applicate alla mobilità, si legge nella Relazione, incide sia sulla domanda e sui comportamenti degli utenti sia sull’offerta dei servizi di trasporto locale non di linea; la disciplina dei servizi taxi e NCC, insieme alle norme regionali e degli enti locali, “non sembrano più adeguate al perseguimento dei principi di concorrenza e di tutela dell’utenza del settore”. Nel settore dei trasporti c’è infatti un enorme cambiamento legato allo sviluppo delle tecnologie e alle nuove abitudini degli utenti: nasce dunque una domanda di mobilità che si esprime in modo diverso rispetto agli anni passati.

Nei diversi settori l’attività dell’Autorità dei trasporti è stata ampia: sono state adottate misure di regolazione in materia ferroviaria, di trasporto pubblico locale, aeroportuale, autostradale e di tutela dei diritti dei passeggeri. E’ in corso un lavoro sui livelli minimi di qualità nel trasporto pubblico locale che probabilmente sarà completato all’inizio del 2016. L’Autorità guarda poi alle nuove forme di pendolarismo che si stanno sviluppando e che riguardano le tratte non su breve raggio ma quelle coperte dall’Alta Velocità, come la Napoli-Roma o la Torino-Milano: si tratta di servizi liberi in cui l’offerta deve adeguarsi alla domanda. Ha detto Camanzi: “La materia della tutela dei diritti dei passeggeri incrocia, evidentemente, quella della qualità dei servizi e della struttura dell’offerta. È di queste ultime settimane la richiesta da parte dei passeggeri delle tratte ferroviarie Napoli-Roma e Torino- Milano, di poter fruire di una offerta di servizi competitivi adeguata a soddisfare le loro esigenze di mobilità. Entrambi i casi sono all’esame dell’Autorità. Il mercato in concorrenza dell’Alta Velocità deve trovare, nel suo complesso, il modo di soddisfare tempestivamente la domanda di servizi, purché economicamente sostenibile. Se ciò non dovesse avvenire se ne dovranno verificare le cause, ivi compresa l’adeguatezza della capacità di offerta”.

In tema di reclami e segnalazioni quello che emerge dall’attività dell’Autorità invece è solo “la punta dell’iceberg della insoddisfazione dei passeggeri” perché in questo settore, che riguarda il rispetto dei diritti minimi e la tutela dei diritti dei passeggeri (esclusi il settore aereo) il sistema è operativo da poco tempo. “Nel complesso – ha spiegato Camanzi – abbiamo ricevuto e riscontrato più di 300 tra reclami in seconda istanza e altre segnalazioni relative a tutte le modalità di trasporto, reclami e segnalazioni che sono la punta dell’iceberg della insoddisfazione dei passeggeri. Le più ricorrenti riguardano la soppressione dei servizi, la carenza delle informazioni che è causa anche di mancate coincidenze intermodali, l’inadeguatezza di stazioni e convogli alle esigenze delle persone con disabilità, le difficoltà ad ottenere rimborsi, il mancato riconoscimento di compensazioni”.