Come finanziare meglio l'Europa: questo il tema alla base della riunione di domani della Commissione Bilancio. Riformare il modo in cui il bilancio dell'UE è finanziato è diventato uno dei punti più controversi dei negoziati tra il Parlamento europeo e gli Stati membri in materia di bilancio dell'UE 2014-2020. Il sistema attuale si basa essenzialmente sui contributi nazionali, ma un gruppo di studio è stato istituito per esplorare nuove opzioni.
Il gruppo di studio sulle risorse proprie comprende i rappresentanti delle tre principali istituzioni coinvolte nella procedura di bilancio: la Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio dell'Unione europea. Ed ha il compito di rivedere il bilancio dell'UE.
Per bilanciare le spese di bilancio, l'Unione europea ha diritto ad un certo numero di entrate - "risorse proprie tradizionali", come i dazi doganali, una quota dell'IVA e dei contributi diretti nazionali, istituita in conformità con la relativa ricchezza dei paesi dell'UE. Con il calo dei dazi dovuti alla liberalizzazione del commercio, le entrate doganali sono diminuite e la quota delle entrate basata sull'IVA e i contributi nazionali hanno raggiunto l'83% di tutte le entrate del 2013. Il sistema delle risorse proprie è gradualmente diventato un sistema di contributi nazionali, con solo una piccola parte rappresentata dalle risorse proprie autonome.
Il Parlamento europeo sostiene un sistema che è meno complesso e più indipendente dai bilanci nazionali, perché negli ultimi anni gli interessi nazionali hanno ostacolato il consenso sulle decisioni di bilancio. Qualsiasi proposta di riforma del sistema, tuttavia, richiede l'unanimità degli Stati membri. Il gruppo di lavoro che si deve riunione intende guardare non solo a proposte di nuove fonti di finanziamento, ma anche alle sfide politiche e istituzionali che hanno portato al fallimento dei precedenti tentativi di riforma. Le conclusioni dovrebbero essere pronte nel 2016.
News