Nel 2008 il prezzo medio delle coperture R.C. auto si e’ ridotto del 3,6%; dal 2004 ad oggi il calo complessivo dei costi è stato dell'8,3%. Questo grazie soprattutto alla concorrenza che si e’ sviluppata tra le imprese. La qualita’ del servizio di liquidazione e’ migliorata di molto dopo l’introduzione del risarcimento diretto.
Questi sono i dati positivi presentati oggi da Fabio Cerchiai, Presidente dell’Ania, che ha aperto l’assemblea annuale, tenutasi oggi a Roma. Ma ecco le noti dolenti: risultano ancora alti i costi dei sinistri e i costi di gestione per le imprese; nel 2008, su 100 euro di premi incassati dalle imprese ne sono stati spesi 101 per sinistri e costi gestionali. Le altre criticita’ del settore italiano delle assicurazioni sono l’alta frequenza dei sinistri, le carenze nella sicurezza stradale e le frodi.
Per il futuro l’Ania propone un quadro di riforme che coinvolga il welfare, in particolare la parte della previdenza, quella della sanità e quella dell’assistenza alle persone non autosufficienti.
Su questo Cerchiai ha avuto l’appoggio dei Ministri Scajola e Brunetta, presenti all’assemblea. Dalle Associazioni dei consumatori, invece, si e’ alzato un coro di dissensi. Contestazioni sui dati diffusi dall’Ania riguardo ai prezzi dell’R.C. auto.
“I prezzi delle polizze non accennano a calare - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - anzi crescono al ritmo del 5% annuo, e solo negli ultimi 10 anni le tariffe R.C. auto sono aumentate del 145%. Le situazioni piu’ critiche riguardano soprattutto i neopatentati e il sud Italia, dove in molte zone assicurare un motociclo costa più del mezzo stesso”.
“A parita’ di polizza R.C. Auto non c’e’ stata una diminuzione del costo, bensi’ un aumento, stimabile intorno al 15-18% - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – le tariffe sono piu’ alte della media europea, anche se e’ vero che i consumatori si stanno sempre piu’ abituando a seguire e a vagliare le offerte, molteplici, presenti nel settore. E’ in crescita, in tal senso, la stipula delle polizze online, piu’ convenienti di quelle tradizionali anche del 20%, ma che presentano un grande ostacolo per i clienti ultracinquantenni, che soffrono l’assenza di un riscontro umano. Si sta formando – aggiunge Pilieri - una sorta di discriminazione tra i clienti, ad essere svantaggiati sono soprattutto i pensionati e i piu’ anziani. Anche l’opzione furto e incendio presenta una problematica, soprattutto quando abbinata all’acquisto di un box satellitare. Se e’ vero che vi sono sconti del 30% sul costo della polizza, e’ vero anche che il costo dell’apparecchio e’ a carico del cliente e non viene registrato sulla polizza che, al netto, presenta uno sconto tra l’8 e il 10%.”
“I dati raccolti periodicamente dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori rilevano una realta’ ben lontana da quella descritta oggi dal Presidente dell’Ania, registrando invece aumenti consistenti, del 5-7% per i cinquantenni, con punte del 19% e, cosa ancor piu’ grave, rincari considerevoli per le gia’ elevatissime polizze per i diciottenni, in media del 4-5%, con punte del 15-16%. Con queste percentuali si arriva a registrare, a partire dal 1996, un impressionante aumento del 154%!”
“A fronte di questa situazione – dichiarano Elio Lannutti, Presidente Adusbef e Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori - invece che operare in direzione di una riduzione dei premi, si continua a tentare di neutralizzare le norme che immettono competitività nel settore, ad esempio attaccando la figura degli agenti plurimandatari.
Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum augura che “in futuro ci sia piu’ trasparenza sulle polizze vita e piu’ investimenti sulla prevenzione dei sinistri”. “Quei consumatori che si erano affidati al welfare privato negli Stati Uniti oggi stanno pagando un caro prezzo – spiega Landi - La relazione di Cerchiai e’ interessante perche’ impostata su una collaborazione del pubblico con il privato, una collaborazione che, pero’, non puo’, ne’ deve essere sostitutiva del welfare pubblico. Le risorse aggiuntive non possono quindi andare solo al privato, ma al miglioramento di quello pubblico. Il privato deve restare integrativo e facoltativo”.
Sulla proposta di una polizza obbligatoria sul rischio sismico e calamita’ naturali che ha animato l’assemblea, Adiconsum esprime la propria contrarieta’, perche’ essa sarebbe ne’ piu’ ne’ meno una nuova tassa. Ci chiediamo infatti chi assicurerebbe le case costruite nell’area vesuviana o le case di molti centri storici che per essere messe in sicurezza dovrebbero essere abbattute e poi ricostruite?
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