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contraffazioneLa contraffazione viaggia online e fa presa sui giovani. Da un lato, sono sempre più numerosi i siti internet che spacciano per originali prodotti invece contraffatti, facendo leva sul richiamo della "griffe" e facendo credere di vendere prodotti di grandi marchi. Dall'altro lato, fra i giovani l'acquisto di prodotti contraffatti - ancora in piccola parte fatto online – è fatto in piena consapevolezza.

La contraffazione viaggia online e, di pari passo, continua l'azione dell'Antitrust nei confronti dei siti che vendono merce contraffatta spacciandola per originale: nei giorni scorsi l'Autorità ha disposto la chiusura di 50 siti che vendevano falsi prodotti di grandi marchi, da Gucci a Hogan, da Nike a Vuitton: se i titolari non sospenderanno autonomamente la loro attività, l'oscuramento scatterà il 16 maggio attraverso la collaborazione con il gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Mercati della Guardia di Finanza.

L'azione dell'Antitrust riguarda siti che "prospetterebbero ai consumatori italiani la possibilità di acquistare on-line abbigliamento, scarpe ed accessori di grandi marchi come Gucci, Hogan, Moncler, Burberry, Woolrich, Belstaff, Louis Vuitton, Prada, Nike, Carrera e Alviero Martini – ha spiegato l'Autorità – In realtà i prodotti, secondo le segnalazioni ricevute, sarebbero contraffatti e potrebbero, addirittura, essere dannosi per la salute. Sui siti mancherebbero tutte le informazioni sull'identità e l'indirizzo geografico dei venditori, oltre a qualsiasi indicazione sui diritti previsti a tutela del consumatore nella fase post vendita. Preclusa, essendo i prodotti contraffatti, anche la possibilità per gli acquirenti di usufruire della garanzia legale di conformità".

Acquistare prodotti contraffatti non rappresenta però un problema per i giovani. Un'indagine condotta su un campione di ragazzi romani fra i 18 e i 25 anni, realizzata dal Censis per la Direzione Generale Lotta alla Contraffazione – Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico, ha messo in evidenza che il 74,6% dei giovani romani acquista merce contraffatta. Abbigliamento (67,3%), cd e dvd (48,3%), accessori (45,3%) sono i prodotti più venduti nel mercato romano del falso. Vanno a ruba anche scarpe (37,5%), occhiali da sole (31,6%), orologi e bigiotteria (20,1%), prodotti elettronici (20,1%), informatici (18,2%), profumi e cosmetici (16,1%). Per il 66,5% dei ragazzi è un fatto socialmente accettabile, perché "lo fanno tutti". Si acquista soprattutto sulle bancarelle (81,2% degli intervistati), mentre solo il 16,6% dei giovani romani compra merce contraffatta su Internet.

L'acquisto falso è fatto con intenzione: solo l'11% degli intervistati dichiara di essere stato convinto di acquistare un prodotto autentico. A guidare questa scelta è prima di tutto la volontà di risparmiare (69,6%). Comprare contraffatto dà soddisfazione anche perché permette di "punire" le griffe amate e desiderate, ma allo stesso tempo odiate a causa dei prezzi troppo elevati: è di questa opinione il 76,1% degli intervistati.

Poco importa se la qualità del falso è inferiore rispetto a quella dell'originale: chi compra merce contraffatta sa a cosa va incontro, senza aspettarsi e pretendere troppo in termini di qualità, durata e riuscita complessiva del prodotto. È comunque pienamente (34,7%) o in parte soddisfatto (57,7%) di quello che ha acquistato. Anche quando c'è la percezione che la contraffazione è un reato, viene comunque considerato un illecito di lieve entità, che non merita una particolare attenzione da parte delle forze dell'ordine (lo crede il 63,9% degli intervistati). Non c'è quindi piena consapevolezza delle implicazioni negative per l'economia e il fisco, per la società e la salute, per il lavoro e la sicurezza personale.

Come agire dunque per contrastare il fenomeno? I temi in grado di colpire maggiormente l'attenzione e la sensibilità dei più giovani in vista di future campagne di informazione anticontraffazione sono: lo sfruttamento della manodopera e la negazione dei più elementari diritti dei venditori (per il 35,2%), e l'implicazione della criminalità organizzata nel processo di produzione, distribuzione e vendita di merce contraffatta (32,8%). Si tratta di lati oscuri del fenomeno che farebbero aumentare il livello di allarme sociale, collegando la contraffazione con reati percepiti come ben più gravi e pericolosi come il contrabbando, il traffico di droga, la tratta di esseri umani.