La Commissione europea ha chiesto oggi la restituzione di fondi della politica agricola dell'UE indebitamente spesi dagli Stati membri per un totale di 318 milioni di euro. In realtà, dato che una parte di questi fondi è già stata recuperata, l'impatto finanziario della decisione odierna è inferiore: restano infatti da restituire 315 milioni di euro.
I fondi riconfluiscono nel bilancio dell'Unione per inosservanza delle norme UE o inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi ricevuti. Secondo l’ultima decisione della Commissione, le principali rettifiche per paese sono pari a 238,90 milioni di euro (impatto finanziario: 237,83 milioni di euro) a carico della Francia per carenze nell'assegnazione di diritti all'aiuto; 12,94 milioni di euro (impatto finanziario: 12,04 milioni di euro) a carico del Portogallo per carenze in materia di condizionalità; 10,03 milioni di euro a carico della Francia per carenze nel regime per i giovani agricoltori e nel controllo dei prestiti agevolati. In seguito alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa T-267/07 relativa a un ricorso presentato dall'Italia contro una precedente decisione della Commissione, all'Italia saranno rimborsati 2,11 milioni di euro.
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