Depositato al Senato nella seduta n. 452 dell'11 settembre 2026, il DDL a firma del Sen. Lorenzo Basso, Vicepresidente della 8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica): chatbot e risponditori automatici restano, ma non potranno più essere l'unica strada per ottenere assistenza.
«La tecnologia non deve rappresentare una barriera. Chi ha bisogno di parlare con una persona deve poterlo fare, sempre, senza dover spiegare perché.» Con queste parole il Sen. Lorenzo Basso sintetizza il senso del disegno di legge S. 2030, "Disposizioni in materia di diritto di accesso all'assistenza da parte di una persona fisica nei servizi ai consumatori e agli utenti", di cui è co-firmatario il Sen. Antonio Nicita, che il Senatore illustrerà all'opinione pubblica, consumatori e imprese, l'otto ottobre.
Il testo riconosce a ogni utente il diritto di parlare con un operatore su semplice richiesta, fin dal primo livello del menu telefonico e in qualsiasi momento dell'interazione, senza dover motivare la scelta né completare prima il percorso automatico. Le imprese restano libere di usare chatbot, risponditori vocali e intelligenza artificiale, ma questi strumenti non potranno essere l'unico canale di assistenza.
DDL in attesa di assegnazione a una commissione.
L'opinione
