La sostenibilità aziendale è incompleta se esclude il consumatore. Il potere d'acquisto è, prima di tutto, una leva di cittadinanza attiva. Oggi le imprese non possono più limitarsi a guardare agli utili e alla sostenibilità ambientale di facciata: devono trattare i propri clienti con rispetto, coerenza e trasparenza a monte, non solo gestire i reclami a valle.
In questa intervista di Agnese Cecchini, Direttrice di Canale Energia, a Furio Truzzi, Presidente di Consumers' Forum, ci racconta la nuova marcia del Manifesto della sostenibilità consumerista, un progetto ambizioso (rilanciato insieme al Comitato Scientifico e all'autore Mario Finzi, che punta a Bruxelles per combattere il fenomeno del "consumerwashing".
Quali sono le sfide chiave emerse dall'intervista?
🔹 Oltre il Greenwashing: serve una metrica scientifica e trasparente per misurare la reale tutela del consumatore, integrata nelle nuove direttive europee.
🔹 Il ruolo attivo del cittadino: dal settore agroalimentare alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), il consumatore deve smettere di essere "consumista" e diventare co-protagonista della transizione.
🔹 Tecnologia partecipativa: l'ambizione di creare strumenti digitali (sul modello Waze) per mappare in tempo reale cosa funziona e cosa no sul mercato.
🔹 Benessere digitale: un focus sulle nuove generazioni per dominare la tecnologia (e l'IA) ed evitare l'assuefazione digitale.
🗣️ "Un'impresa è davvero una 'buona impresa' se fa utili, se rispetta l'ambiente, se tratta bene i lavoratori e se, finalmente, tratta i consumatori con rispetto e coerenza. Se manca questo tassello, la sostenibilità è incompleta."
👉 Per scoprire la metrica e i dettagli del Manifesto, leggi l'intervista completa qui:
https://www.canaleenergia.com/rubriche/consumer/sostenibilita-consumerista-serve-un-consumatore-partecipe/
L'opinione
