Proprietà intellettuale

La creatività e l’innovazione nell’Unione europea rientrano in un sistema uniforme di salvaguardia dei diritti di proprietà intellettuale che va dalla proprietà industriale ai diritti degli autori e connessi. La tutela della proprietà intellettuale è argomento di numerose convenzioni internazionali, la cui attuazione spetta in gran parte all’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) e all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Per adempiere al suo mandato nel settore, l’Unione europea si è dotata di due importanti enti, ossia l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI), incaricato della registrazione dei marchi comunitari e dei disegni o modelli comunitari, e l’Ufficio europeo dei brevetti (UEB).
La Commissione Europea è attualmente impegnata nell’attuazione effettiva di un sistema di brevetti comunitari, meno costoso e più efficace giuridicamente, capace di garantire la competitività dell’industria europea. La tutela di questi diritti implica anche che essi vanno protetti contro la pirateria, gli scambi illegali e la contraffazione. Dal 2002 è in vigore il regolamento su disegni e modelli comunitari (n. 6/2002) che stabilisce un sistema unificato per ottenere un disegno o un modello comunitario che benefici di una protezione uniforme nel mercato interno. L’obiettivo è quello di eliminare le cause di distorsione della concorrenza a livello europeo e di porre fine alla situazione di insicurezza giuridica cui deve far fronte l’industria a causa della disparità delle legislazioni nazionali. La realizzazione di un sistema di protezione dei disegni e dei modelli comunitari si prefigge del pari di incoraggiare la creatività e l’innovazione fornendo una protezione sicura e unificata su tutto il territorio dell’UE. Questo sistema europeo coesiste con i sistemi di protezione nazionali. Tutte le questioni che non rientrano nel campo di applicazione del regolamento sono disciplinate dal diritto nazionale dello Stato membro.
Quanto vale la proprietà intellettuale? Per la prima volta, quest’anno, l’Unione Europea ha misurato quanto “contano” i diritti di proprietà intellettuale per l’intera economia comunitaria. Da uno studio condotto dall’Ufficio europeo dei brevetti e dall’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno emerge che circa il 39% dell’attività economica complessiva dell’Unione europea (pari a 4.700 miliardi di euro all’anno) ruota attorno a industrie basate sui diritti di proprietà intellettuale, le quali generano direttamente circa il 26% di tutti i posti di lavoro nell’UE (56 milioni) a cui si somma un 9% derivante dall’indotto. Lo studio, intitolato “Intellectual Property Rights intensive industries: contribution to economic performance and employment in Europe”, considera le industrie che registrano un numero di diritti di proprietà intellettuale per dipendente maggiore rispetto alle altre e quelle in cui l’uso dei diritti di proprietà intellettuale è una caratteristica intrinseca della loro attività. Ci sono altre conclusioni interessanti che emergono dallo studio: la retribuzione media nelle industrie in questione è superiore di oltre il 40% rispetto a quella in altri settori; centinaia di industrie, tanto diverse tra loro quali le attività relative ai servizi finanziari e alle assicurazioni, le agenzie pubblicitarie, la fabbricazione di gelati, la fabbricazione di carta da parati, la produzione vinicola, l’illuminazione elettrica e gli elettrodomestici, le telecomunicazioni satellitari e l’estrazione del petrolio e del gas, sono anch’esse tutte industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale, e molte di loro ricorrono simultaneamente a più di un diritto di proprietà intellettuale.
Ecco alcuni esempi di industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale:

  • l’industria della fabbricazione di utensili portatili a motore (brevetti);
  • l’industria della fabbricazione di prodotti farmaceutici di base (marchi);
  • l’industria della fabbricazione di orologi (disegni);
  • l’industria dell’editoria libraria (diritti d’autore);
  • l’industria lattiero-casearia (indicazioni geografiche);

Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: ”Sono convinto che i diritti di proprietà intellettuale siano estremamente importanti per stimolare l’innovazione e la creatività. Lo studio ci aiuterà ad elaborare politiche fondate su elementi concreti. Esso rivela che nel campo dell’economia l’uso dei diritti di proprietà intellettuale è diffuso ovunque: dal settore dell’alta tecnologia a quello della fabbricazione di articoli sportivi, giocattoli o giochi elettronici, tutte le industrie interessate ricorrono largamente ai diritti di proprietà intellettuale, spesso peraltro non a uno solo, ma a vari tipi di diritti di proprietà intellettuale”.
Benoît Battistelli, Presidente dell’Ufficio europeo dei brevetti, ha affermato: ”Questo studio dimostra che l’utilità dei brevetti e di altri diritti di proprietà intellettuale non è solo teoria economica. I beni immateriali sono diventati estremamente importanti per le imprese innovative. I brevetti, infatti, spesso aprono la porta a capitali e partner commerciali, soprattutto per le PMI – ma anche per i centri di ricerca e le università. Se vuole rimanere competitiva in un’economia globale, l’Europa deve incoraggiare ancora di più lo sviluppo e l’uso delle nuove tecnologie e innovazioni”.
Dalla relazione annuale della Commissione sulle azioni delle dogane per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) è emerso che nel 2012 le dogane dell’UE hanno sequestrato quasi 40 milioni di prodotti sospettati di violazione dei DPI. Benché inferiore a quello registrato nel 2011, il valore delle merci intercettate resta elevato ed è dell’ordine di quasi un miliardo di euro. La principale categoria di merci intercettate è costituita da sigarette (31%), seguite da articoli vari (bottiglie, lampade, colla, batterie, detersivi), che rappresentano l’altra categoria più importante (12%) e dai materiali da imballaggio (10%). Nel 2012, quasi il 70% degli interventi doganali ha continuato a riguardare i pacchi inviati per posta o per corriere; il 23% dei sequestri effettuati nel traffico postale riguardava medicinali. Quanto ai paesi di provenienza dei prodotti contraffatti, il principale continua ad essere la Cina. Per determinate categorie di prodotti prevalgono tuttavia altri paesi, ad esempio il Marocco per i prodotti alimentari, Hong Kong per CD, DVD e prodotti del tabacco (in particolare le sigarette elettroniche e le loro ricariche liquide) e la Bulgaria per i materiali da imballaggio. Circa il 90% di tutte le merci bloccate è stato distrutto oppure è stato oggetto di un procedimento giudiziario per accertare la violazione. A giugno 2013 è stato adottato un nuovo regolamento sulla tutela dei DPI nelle dogane che rafforza le norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali. Il 10 dicembre 2012, il Consiglio ha adottato un nuovo piano di azione doganale dell’UE in materia di lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.
Gli obiettivi strategici sono:

  • applicare e controllare in modo efficace la nuova normativa dell’UE sulla tutela dei DPI da parte delle autorità doganali;
  • contrastare gli scambi di merci che violano i DPI lungo tutta la catena di approvvigionamento internazionale;
  • contrastare le principali tendenze negli scambi di merci che violano i DPI;
  • rafforzare la cooperazione con l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei DPI e con le autorità preposte all’applicazione della legge.

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