Consumerism 2014, focus su farmaci e su sicurezza alimentare

Consumerism, il rapporto curato dall’Università Roma Tre, che anche quest’anno ha fatto da cornice all’appuntamento annuale che Consumers’ Forum dedica alle Autorità di regolazione, approfondisce con particolare cura due settori fondamentali dell’economia e della tutela dei consumatori: quello dei farmaci e della sicurezza alimentare. Nei due capitoli, i ricercatori dell’Università affrontano tanti temi: in questa sede ci limitiamo a riportare le considerazioni relative alla contraffazione dei farmaci e alle emergenze alimentari rimandandovi al Rapporto completo per approfondire tutti gli altri aspetti.

Nell’affrontare le problematiche relative alla contraffazione dei farmaci, i ricercatori partono dal presupposto che “la rete distributiva dei medicinali è sempre più complessa e coinvolge molti operatori che non sono necessariamente distributori all’ingrosso”.

Lo sforzo maggiore consiste nell’applicare “a questi soggetti norme proporzionate in modo da escludere con ogni mezzo praticabile la possibilità che entrino nella filiera farmaceutica legale della Comunità medicinali falsificati sotto i profili dell’identità, della storia o dell’origine”. Per porre un freno alla contraffazione dei farmaci - vera minaccia per la salute pubblica - è stata di recente, anche in Italia, recepita la dir. 2011/62/ UE83: tra le novità di rilievo sulla vendita e controllo della contraffazione, spicca la possibilità, prevista dal decreto, di vendita a distanza al pubblico dei medicinali senza obbligo di prescrizione, attraverso farmacie o parafarmacie; a tale scopo, i siti internet che vendono medicinali conterranno un link, collegato al sito internet del Ministero della Salute, che indicherà la lista di tutti gli enti o persone autorizzate alla vendita di farmaci in rete.

Sarà utilizzato un logo comune che renderà tali siti riconoscibili e sicuri. Viene, inoltre, creato il sistema nazionale antifalsificazione che, attraverso la Task Force nazionale, con il coinvolgimento anche del Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, è inteso a impedire la circolazione sul territorio nazionale di medicinali falsificati e quindi potenzialmente pericolosi per la salute.

Sul fronte delle emergenze alimentari che di tanto in tanto mettono a dura prova il sistema degli alert, i ricercatori evidenziano “la necessità di un potenziamento degli strumenti ex ante di tutela per il tramite di una maggiore attenzione alla comunicazione dei rischi attraverso l’utilizzo di sempre più puntuali indicazioni in etichetta, un maggior coinvolgimento degli stessi consumatori e soprattutto dei produttori dei beni di consumo”.

Tuttavia, vi è la consapevolezza delle difficoltà: “le fonti di rischio ormai non sono più rappresentate soltanto da quelle biologiche, chimiche e fisiche, ma, soprattutto per quel che riguarda più da vicino il nostro Paese, dalle contraffazioni, dalle usurpazioni dei marchi, dell’origine italiana dei prodotti e di tutta la qualità che la nostra tradizione enogastronomica rappresenta”.

Autocontrollo e prevenzione rispetto ai rischi di tipo chimico connessi al food packaging sono le vie d’uscita che i ricercatori indicano nel Rapporto. Autocontrollo inteso quale obbligo dei produttori di tenuta sotto controllo delle proprie produzioni, che è obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare, mentre per gli operatori del settore post primario è obbligatoria, in particolare, l’adozione di un sistema che consenta di applicare l’autocontrollo in maniera razionale ed organizzata (c.d. risk assessment) nell’ottica di un vero e proprio «governo del rischio» (c.d. risk management).

Analogamente, poi, la prevenzione rispetto ai rischi di tipo chimico connessi al food packaging o, più in generale ai materiali a contatto con gli alimenti, oggetto di una disciplina normativa non uniforme a livello europeo per quelli a base di carta, deve caratterizzarsi, come d’altronde già si sta facendo in questo settore con l’adozione di una normazione volontaria, per l’elaborazione e l’adozione di sistemi sicuri per garantire la sicurezza dei prodotti forniti.

 



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