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5G, TECNOLOGIA, DIRITTO E SALUTE

17 Gennaio 2020
Seminario di riflessione e dibattito a cura di Consumers’ Forum. Roma 20 gennaio 2020. Imprese, associazioni di consumatori, esperti di salute, tecnologia, privacy e accademici a confronto.Consumers’ Forum, in linea con la propria mission di dialogo permanente tra consumatori e imprese, ha organizzato un Seminario dedicato al tema del... [continua]

Accolti gli impegni delle aziende per eliminare informazioni fuorvianti sull’origine del grano duro.

17 Gennaio 2020
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso cinque procedimenti istruttori riguardanti informazioni fuorvianti circa l’origine del grano duro utilizzato nella produzione di pasta di semola di grano duro, diffusi attraverso le etichette e i siti aziendali di Divella S.p.a. (marchio Divella), F.lli De Cecco di Filippo - Fara San... [continua]

Banca d'Italia e Consob hanno concordato una strategia comune per rafforzare la sicurezza cibernetica del settore finanziario

16 Gennaio 2020
La Banca d’Italia e la Consob hanno concordato una strategia comune per rafforzare la sicurezza cibernetica del settore finanziario italiano attraverso specifiche misure rivolte alle infrastrutture finanziarie: sistemi di pagamento, controparti centrali, depositari centrali e sedi di negoziazione dei titoli. [continua]

La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. Esame dei provvedimenti e situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030.

15 Gennaio 2020
Roma, 26 febbraio 2020 ore 14:00. Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi. È tempo di verifiche per la Legge di Bilancio varata nelle scorse settimane. L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), dopo l’analisi dello scorso anno che illustrava la mancanza di visione del nostro Paese sull’Agenda 2030, il prossimo 26... [continua]

Meno della metà dei viaggiatori dell'UE conosce i diritti dei passeggeri dell'UE

15 Gennaio 2020
La Commissione europea ha pubblicato i risultati di un sondaggio Eurobarometro sui diritti dei passeggeri nell'Unione europea (UE). Secondo il sondaggio il 43% dei cittadini dell'UE che negli ultimi 12 mesi hanno viaggiato in aereo, treno a lunga percorrenza, autobus, nave o traghetto ("viaggiatori") sa che l'UE ha stabilito dei diritti per i... [continua]

La Commissione annuncia l'avvio di un'indagine per capire come i dati personali vengono raccolti, usati e commercializzati dai due giganti del Web. La Commissione Europea ha avviato indagini preliminari sulle modalità di raccolta e di uso dei dati da parte di Google e Facebook. La procedura è partita con l’invio di questionari, precisa un portavoce dell’esecutivo Ue, e ha l’obiettivo di verificare «il modo in cui i dati vengono elaborati, usati e monetizzati», inclusa la commercializzazione a fine pubblicitari. L’annuncio non sorprende, e non tanto perché l’avvio dell’indagine era stato anticipato dal Financial Times, ma perché già tre anni fa la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager aveva annunciato che avrebbe «sorvegliato da vicino» le imprese che raccolgono e utilizzano dati personali. Vestager non solo è stata riconfermata come responsabile della Concorrenza, ma nella nuova Commissione Ue ha anche il ruolo di vicepresidente. E infatti diversi osservatori vedono nell’annuncio dell’avvio dell’indagine una chiara indicazione degli intenti della Commissione e in particolare della titolare della Concorrenza, che ha intrapreso proprio ieri il suo secondo mandato, che include nuove competenze per lo sviluppo della digitalizzazione.

I questionari sono stati inviati anche ai partner e ai concorrenti dei due giganti del web, proprio per permettere all’Antitrust Ue di capire quali sono le implicazioni economiche dell’utilizzo dell’enorme mole di dati di cui Google e Facebook possono disporre. L’indagine cercherà di capire anche se il vantaggio di cui Google e Facebook godono può tradursi in concreti ostacoli alla capacità dei concorrenti di accedere a pari condizioni ai mercati online. Le direttrici dell’iniziativa non sembrano troppo diverse da quelle di due analoghe indagini annunciate a settembre negli Stati Uniti: le procure di alcuni stati infatti si sono coordinate annunciando indagini a carico dei due colossi del web per violazione delle norme sulla concorrenza. Una sorta di “rete di procuratori” con l’obiettivo dichiarato di capire se le politiche commerciali di Google e Facebook mettono a rischio i dati degli utenti, limitano le scelte dei consumatori o fanno lievitare il prezzo della pubblicità.

Al momento non ci sono commenti ufficiali sull’avvio dell’indagine da parte delle due società sotto inchiesta. Tuttavia in un incontro Nick Clegg, ex vicepremier britannico e dall’inizio di quest’anno portavoce di Facebook, ha osservato che il gruppo è oggetto di inchieste «in tutto il mondo» e che «i dati sono infinitamente divisibili e condivisibili», e che pertanto si possono nello stesso tempo «custodire e condividere». Mentre un portavoce di Google ha dichiarato all’agenzia di stampa francese Afp: «Noi utilizziamo i dati per rendere i nostri servizi più utili e per essere in grado di inviare degli avvisi pubblicitari che possano essere d’interesse». «Diamo alla gente la possibilità di gestire, cancellare o trasferire i propri dati», prosegue il portavoce, assicurando la piena disponibilità «a continuare a partecipare a questa importante discussione con la Commissione Europea».

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