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Dieselgate: Volkswagen deve risarcire clienti.

25 Maggio 2020
Lo ha deciso la Corte federale di Cassazione tedesca.  Volkswagen è tenuta a risarcire i suoi clienti. È quello che ha deciso la Corte federale di Cassazione tedesca, nell'ambito del processo sul dieselgate. I consumatori sono però obbligati a detrarre i km percorsi dalla somma in denaro che riceveranno. [continua]

Ok della Commissione Ue a Strategie biodiversità e 'Farm to Fork'

21 Maggio 2020
Caratterizzeranno le politiche dell'Unione in materia di biodiversità e di alimentazione fino al 2030. La Commissione europea approva le Strategie per la biodiversità e “Farm to fork” che caratterizzeranno le politiche dell'Unione in materia di biodiversità e di alimentazione fino al 2030 e che costituiscono elementi chiave del Green Deal... [continua]

Covid-19: aggiornate le linee guida sul Tpl

21 Maggio 2020
Vengono introdotte alcune novità per aumentare la capienza dei mezzi pubblici in condizioni di sicurezza. Aggiornate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le “Linee guida” del trasporto pubblico per le modalità di informazione agli utenti e le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 che sono in... [continua]

I fondi sostenibili resistono alla crisi del Covid-19

21 Maggio 2020
Rapporto BlackRock: nel primo trimestre raccolti nel mondo 40,5 miliardi $ (+41%) . Più forti nella crisi gli investimenti attenti ad ambiente, politiche sociali e governance. I fondi sostenibili sconfiggono il Covid-19 sul versante della raccolta di nuovi investimenti e su quello delle performance. È quanto emerge dalla ricerca del gruppo... [continua]

Sviluppo sostenibile: l’ASviS lancia ASviSlive, tre eventi online per avvicinarsi al Festival dello sviluppo sostenibile, e il sito “FUTURA network”

19 Maggio 2020
Il 21 maggio alle ore 15:30 si terrà il primo evento in diretta streaming “Orientare le scelte, disegnare il futuro” sull’importanza di pensare e progettare ora un futuro sostenibile. Verrà presentato il nuovo sito “FUTURA network”, piattaforma creata dall’ASviS per stimolare la riflessione sui futuri possibili a partire dai temi proposti... [continua]

L'Autorità impone a una catena commerciale misure a tutela dei consumatori.  Non è lecito l'invio di comunicazioni commerciali ai possessori di tessere fedeltà che non abbiano espresso uno specifico e libero consenso all'uso dei propri dati a fini di marketing. E' quanto ribadito dal Garante Privacy in un provvedimento con cui ha imposto a un'importante catena di negozi una serie di misure per garantire il rispetto delle misure poste a tutela della privacy dei consumatori. 

Il provvedimento è stato adottato in seguito alle violazioni segnalate da alcuni clienti e confermate da un'ispezione svolta dall'Autorità con l'ausilio del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza, prima dell'applicazione del nuovo Regolamento UE sulla protezione dei dati personali (Gdpr), al termine della quale la stessa Guardia di Finanzia aveva provveduto a contestare direttamente in loco una sanzione amministrativa.

I clienti si erano lamentati per la continua e indesiderata ricezione in posta elettronica di offerte commerciali da parte dell'azienda di cui possedevano una carta fedeltà. Gli interessati avevano, peraltro, chiesto più volte alla società, sia telefonicamente, sia tramite procedure automatizzate, di cancellare il proprio indirizzo dalla mailing list pubblicitaria, ma senza ottenere alcun risultato.

Nel corso dell'istruttoria avviata dal Garante, l'impresa si è giustificata affermando di non essere stata in grado di bloccare l'invio di e-mail pubblicitarie per problemi connessi alle sue banche dati – contenenti dati di oltre dieci milioni di clienti - che, in quel periodo, erano in fase di migrazione verso un'unica piattaforma.

Dall'ispezione sono emersi ulteriori problemi relativi alla gestione dei dati personali dei clienti. E' stato in particolare accertato che il consenso al trattamento dei dati per l'invio di comunicazioni commerciali - acquisito attraverso i vecchi moduli di adesione al programma fedeltà - non poteva essere ritenuto valido, poiché i clienti erano costretti a rilasciarlo per poter ottenere iservizi proposti con la carta fedeltà. Inoltre, il sistema informativo della società non era in grado di tracciare e gestire adeguatamente le richieste di esercizio dei diritti degli interessati, in particolare quello di opposizione al trattamento per finalità di marketing, e di interrompere, di conseguenza l'invio di spam.

Nel suo provvedimento, il Garante ha quindi prescritto misure per mettersi in regola con le nuove disposizioni in materia di protezione dei dati personali e, esercitando per la prima volta i nuovi poteri correttivi offerti dal Gdpr, ha “ammonito” la società a non utilizzare più, per finalità di marketing, i dati personali degli interessati, raccolti mediante i moduli relativi alla fidelity card contestata. Ha inoltre vietato l'utilizzo, per gli stessi fini, dei dati di qualunque interessato, in assenza di un comprovato consenso, libero e specifico. Alla società è stato ingiunto, infine, di implementare misure organizzative e tecniche adeguate per garantire la corretta gestione dei diritti degli interessati, assicurando anche il tracciamento puntuale delle richieste ricevute dalla clientela, e così poter comprovare il rispetto (accountability) degli adempimenti privacy.

www.garanteprivacy.it 

 

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