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Finanziarie, dal garante Privacy più diritti per chi finisce in black-list

14 Ottobre 2019
Il nuovo codice di condotta prevede che chi non ha onorato le rate perché non ha ricevuto la merce potrà segnalarlo nel registro dei cattivi pagatori. Con buone possibilità di ricevere comunque un nuovo prestito. I consumatori che hanno problemi a pagare le rate delle finanziarie hanno qualche diritto in più. Ad esempio chi non ha pagato... [continua]

Rapporto ASviS 2019: uniamo i puntini in un grande disegno di sostenibilità

9 Ottobre 2019
Le presentazioni di Stefanini e Giovannini. Fico: a Roma parlamentari di tutto il mondo sui temi ambientali. Gualtieri: emetteremo Green bonds. Gentiloni: i miei tre impegni a Bruxelles. Verso un’iniziativa “Journalists for future”. Giunta alla sua quarta edizione, la presentazione del Rapporto annuale dell’ASviS ha dovuto spostarsi dalla... [continua]

Legge 205/2017 la tutela dei consumatori e la prescrizione.

8 Ottobre 2019
L’art.1 (commi da 4 a 10) della legge 205 del 2017 ha rivoluzionato la normativa prevista nel codice civile relativa ai termini di prescrizione in riferimento ai corrispettivi dei conguagli nei settori energia elettrica, gas e (prossimamente) idrico, inserendo nella più generale definizione della prescrizione quale “modo... [continua]

"Le norme privacy non ostacolano al lotta all'evasione fiscale. La nostra azione permette anzi di colpire i responsabili e di salvaguardare le persone corrette" - Intervista ad Antonello Soro

7 Ottobre 2019
Soro: "Le norme privacy non ostacolano al lotta all'evasione fiscale. La nostra azione permette anzi di colpire i responsabili e di salvaguardare le persone corrette". Ora che il governo lancia l’ennesima campagna contro gli evasori, politici e opinionisti invitano a liberare il campo dai paletti piantati dal Garante della Privacy. Il Garante,... [continua]

L’ASVIS LANCIA I SATURDAYS FOR FUTURE E INVITA ALLA MOBILITAZIONE DEL 28 SETTEMBRE

26 Settembre 2019
Far diventare il sabato (quando la maggioranza delle persone fa la spesa settimanale) il giorno dell’impegno per cambiare i modelli produttivi e le abitudini di consumo a favore di uno sviluppo sostenibile: questo l'obiettivo dei Saturdays for Future. L'ASviS invita tutte e tutti, a partire dalla rete dei suoi oltre 220 aderenti, a lavorare... [continua]

L'Autorità impone a una catena commerciale misure a tutela dei consumatori.  Non è lecito l'invio di comunicazioni commerciali ai possessori di tessere fedeltà che non abbiano espresso uno specifico e libero consenso all'uso dei propri dati a fini di marketing. E' quanto ribadito dal Garante Privacy in un provvedimento con cui ha imposto a un'importante catena di negozi una serie di misure per garantire il rispetto delle misure poste a tutela della privacy dei consumatori. 

Il provvedimento è stato adottato in seguito alle violazioni segnalate da alcuni clienti e confermate da un'ispezione svolta dall'Autorità con l'ausilio del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza, prima dell'applicazione del nuovo Regolamento UE sulla protezione dei dati personali (Gdpr), al termine della quale la stessa Guardia di Finanzia aveva provveduto a contestare direttamente in loco una sanzione amministrativa.

I clienti si erano lamentati per la continua e indesiderata ricezione in posta elettronica di offerte commerciali da parte dell'azienda di cui possedevano una carta fedeltà. Gli interessati avevano, peraltro, chiesto più volte alla società, sia telefonicamente, sia tramite procedure automatizzate, di cancellare il proprio indirizzo dalla mailing list pubblicitaria, ma senza ottenere alcun risultato.

Nel corso dell'istruttoria avviata dal Garante, l'impresa si è giustificata affermando di non essere stata in grado di bloccare l'invio di e-mail pubblicitarie per problemi connessi alle sue banche dati – contenenti dati di oltre dieci milioni di clienti - che, in quel periodo, erano in fase di migrazione verso un'unica piattaforma.

Dall'ispezione sono emersi ulteriori problemi relativi alla gestione dei dati personali dei clienti. E' stato in particolare accertato che il consenso al trattamento dei dati per l'invio di comunicazioni commerciali - acquisito attraverso i vecchi moduli di adesione al programma fedeltà - non poteva essere ritenuto valido, poiché i clienti erano costretti a rilasciarlo per poter ottenere iservizi proposti con la carta fedeltà. Inoltre, il sistema informativo della società non era in grado di tracciare e gestire adeguatamente le richieste di esercizio dei diritti degli interessati, in particolare quello di opposizione al trattamento per finalità di marketing, e di interrompere, di conseguenza l'invio di spam.

Nel suo provvedimento, il Garante ha quindi prescritto misure per mettersi in regola con le nuove disposizioni in materia di protezione dei dati personali e, esercitando per la prima volta i nuovi poteri correttivi offerti dal Gdpr, ha “ammonito” la società a non utilizzare più, per finalità di marketing, i dati personali degli interessati, raccolti mediante i moduli relativi alla fidelity card contestata. Ha inoltre vietato l'utilizzo, per gli stessi fini, dei dati di qualunque interessato, in assenza di un comprovato consenso, libero e specifico. Alla società è stato ingiunto, infine, di implementare misure organizzative e tecniche adeguate per garantire la corretta gestione dei diritti degli interessati, assicurando anche il tracciamento puntuale delle richieste ricevute dalla clientela, e così poter comprovare il rispetto (accountability) degli adempimenti privacy.

www.garanteprivacy.it 

 

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