Agenda Digitale, a che punto è il mercato europeo delle tlc?

Nella sua ultima relazione sul mercato delle teleco municazioni, relativa al periodo gennaio 2012 - dicembre 2013), la Commissione europea ha affrontato una serie di questioni normative, alla luce degli sviluppi del mercato, della competitività e degli obiettivi fissa ti dall’Agenda Digitale.
La relazione ha analizzato i piani e i finanziamenti per la banda larga, la situazione delle autorità nazionali di regolamentazione, le autorizzazioni, la gestione dello spettro, i diritti di passaggio e l’accesso all’infrastrut tura passiva, l’interconnessione, le questioni relative ai consumatori, il servizio universale e la neutralità della rete.
Ecco quali sono state le principali conclusioni:

  • le entrate del settore sono nuovamente calate nel 2013, ma gli investimenti iniziano a crescere;
  • ai servizi di telefonia tradizionali si preferiscono sempre più i servizi VoIP;
  • il traffico dati è in rapido aumento;
  • i costi delle chiamate vocali e dei servizi dati su reti mobili sono più alti nell’UE rispetto agli Stati Uniti, mentre l’uso dei servizi mobili è più diffuso negli USA, dove si registra di conseguenza un “rica vo medio per utente” più elevato;
  • solo Danimarca, Germania, Lettonia e Malta hanno raggiunto l’obiettivo del 2012 per l’autorizzazio ne di bande di frequenza specifiche; 21 Stati mem bri sono riusciti ad arrivare al traguardo nel 2013, ma il ritardo nell’assegnazione della banda a 800 MHz ha pesantemente rallentato la diffusione delle reti mobili 4G in tutta l’UE;
  •  il tempo necessario per ottenere i permessi di installare nuove reti varia da pochi giorni a diversi anni, secondo il luogo in cui si costruisce la rete. La maggior parte delle autorità tuttora non accetta la presentazione delle richieste per via elettronica.

La vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes ha commentato: “Il cammino verso la re alizzazione di un vero mercato unico è certamente ancora lungo. Bisogna tagliare l’onere burocratico e occorre un’azione normativa più coerente a livello sia nazionale che comunitario per costruire finalmente questo mercato unico. L’attuazione in tempi brevi della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga con tribuirà a centrare l’obiettivo, ma bisogna fare di più”. Infrastruttura. Dalla  relazione  risulta  che  l’accesso a  un’infrastruttura passiva  di  telecomunicazione  è frammentato,  complesso  e  pesante  in  alcuni  Sta ti membri, tra cui Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Lussemburgo, Malta e Polonia.
Consumatori. Esistono notevoli differenze tra gli Sta ti membri per quanto riguarda le tariffe all’ingrosso per la portabilità del numero, ossia il costo addebita to a un operatore concorrente per trasferire il nume ro di un abbonato.
Banda larga. La maggior parte dei Paesi europei ha definito piani nazionali per la banda larga, ad eccezio ne di Grecia, Romania e Cipro, che stanno tuttavia per finalizzarli; i progetti nazionali per la banda larga sono finanziati nei modi più disparati (ad esempio median te fondi pubblici nazionali sotto forma di aiuti di Stato o attraverso i fondi strutturali dell’UE).


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