Mercato libero o regolamentato? Bruxelles liberalizza la telefonia fissa

Circa  un  mese  fa  la  Commissione  europea,  insieme agli Stati membri, ha deciso di liberalizzare due mercati  delle  telecomunicazioni,  ovvero  il  mercato al dettaglio per l’accesso alla telefonia fissa e il mercato all’ingrosso per la raccolta delle chiamate in postazione fissa. Il motivo? Le chiamate da rete fissa sono diminuite poiché i clienti prediligono il cellulare o soluzioni alternative, quali i servizi VoIP, ma anche fornitori alternativi, come gli operatori OTT (Over-The-Top). Inoltre, i clienti che usano ancora la telefonia fissa ormai possono acquistare l’accesso alla rete fissa da diverse piattaforme, come la rete telefonica tradizionale e le reti in fibra o via cavo, e anche da operatori alternativi che offrono servizi vocali e a banda larga tramite l’accesso disaggregato alla rete locale (ULL). Tutti questi sviluppi hanno incrementato la concorrenza, rendendo quindi inutile la regolamentazione e gli oneri burocratici ad essa legati.
La Commissione Europea ha anche ridefinito i confini dei mercati della banda larga, in cui sono commercializzati i prodotti all’ingrosso necessari per la fornitura di servizi a banda larga al dettaglio (i nuovi mercati
3a, 3b e 4 che hanno sostituito i mercati 4, 5 e 6 della raccomandazione del 2007). Le nuove norme riconoscono che i “prodotti di accesso virtuale”, quando soddisfano determinate caratteristiche, possono essere ritenuti equivalenti alla disaggregazione fisica. A giugno scorso la Commissione ha anche adottato il parere del BEREC sulla raccomandazione sui mercati rilevanti: quelli indicati dal BEREC devono continuare a essere regolamentati fino al 2020. Si tratta infatti di mercati che continuano a presentare forti barriere all’ingresso ed è improbabile che diventino concorrenziali nel prossimo futuro.


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