Industria dei dati, 2,5 miliardi di euro da investire per la gestione dei megadati

Oggi viviamo immersi nei dati: ogni minuto il mondo genera dati per 1,7 milioni di miliardi di byte, pari a 360.000 DVD, più di 6 megabyte di dati a testa ogni giorno. Il settore dei dati cresce del 40% l’anno, cioè 7 volte più velocemente del mercato generale dell’informazione e della comunicazione. Le imprese che fondano i processi decisionali sulle conoscenze generate dai dati registrano un incremento di produttività del 5-6%. I megadati ci stanno già aiutando a velocizzare la  diagnosi delle lesioni cerebrali o a  prevedere i raccolti nei Paesi in via di sviluppo e rappresentano sicuramente una grande opportunità (creeranno centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro), ma anche una sfida: gli insiemi di dati attuali sono così voluminosi e complessi da trattare che servono idee, infrastrutture e strumenti nuovi, ma occorre anche un quadro giuridico adeguato, nonché sistemi e soluzioni tecniche per garantire la privacy e la sicurezza.
La Commissione europea e la Big Data Value Association (associazione europea di cui fanno parte ATC, IT Innovation, IBM, SINTEF, Università di Bologna (CINI), Politecnico di Madrid, NOKIA Solutions and Networks, Siemens e tanti altri) si sono impegnati a investire2,5 miliardi di euro in un partenariato pubblico-privato (PPP) per rafforzare il settore dei dati e porre l’Europa in prima linea nella competizione globale sulla gestione dei dati.
Gestire i megadati potrebbe significare:

  •  fino al 30% del mercato mondiale dei dati a disposizione dei fornitori europei;
  • 100.000 nuovi posti di lavoro connessi ai dati in Europa entro il 2020;
  • 10% in meno di consumi energetici, migliore assistenza sanitaria e macchinari industriali più redditizi.

L’UE ha stanziato più di 500 milioni di euro di fondi del programma Orizzonte 2020 per 5 anni (2016-2020), cui dovrebbero corrispondere investimenti dei partner privati pari ad almeno il quadruplo (2 miliardi di euro). Il PPP contribuirà a incanalare gli sforzi del settore pubblico, dei privati e del mondo accademico verso la ricerca e l’innovazione a favore di idee rivoluzionarie sui megadati in settori quali l’energia, la manifattura e la salute, per offrire servizi come la medicina su misura, la logistica degli alimenti e l’analisi predittiva. Attuando la sua agenda strategica per la ricerca e l’innovazione, il PPP rafforzerà la comunità dei

megadati europea e contribuirà a gettare le basi per una futura fiorente economia basata sui dati. Il PPP sosterrà anche “spazi di innovazione” che offriranno ambienti sicuri per la sperimentazione sui dati sia privati che aperti, e serviranno da incubatori di imprese e da piattaforme per lo sviluppo di competenze e migliori pratiche. Il partenariato, il cui avvio è previsto il 1° gennaio 2015, è uno dei primi risultati della politica e del piano d’azione recenti della Commissione europea per accelerare lo sviluppo in Europa di un’economia basata sui dati. Il PPP sui dati integra 8 partenariati pubblico-privato esistenti nel quadro di Orizzonte 2020, ad esempio nei settori della fotonica, della robotica, del calcolo ad alte prestazioni, delle reti avanzate 5G per l’internet del futuro e delle fabbriche del futuro, che sono tutti relativi a tecnologie strategiche a sostegno della crescita e dell’occupazione nei settori chiave di un’economia europea basata sulla conoscenza, e raccolgono, al tempo stesso, importanti sfide per la società.


Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.