Trasporti, UE triplica investimenti: entro il 2050 una rete che collega i 28 Paesi

L’Unione Europea punta molto al miglioramento della sua rete dei trasporti per agevolare e rendere più sicuri e rapidi gli scambi tra le imprese e gli spostamenti dei cittadini. I trasporti sono cruciali per l’intera economia: senza buone e robuste connessioni tra i 28 Stati membri, l’Europa non potrà crescere e prosperare. Migliorare la rete infrastrutturale, superando l’attuale mosaico e creando corridoi che facilitino i collegamenti tra est e ovest sono le azioni prioritarie della nuova politica infrastrutturale dell’UE che ha deciso di triplicare i fondi da destinare ai trasporti: dagli 8 miliardi del periodo 2007-2013 si è passati a 26 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 da concentrare sul nuovo meccanismo CEF (Connecting Europe Facility). È prevista una rete centrale che costituirà l’asse portante dei trasporti nel mercato unico, eliminando le strozzature e snellendo le operazioni transfrontaliere; per la sua realizzazione saranno creati 9 corridoi principali, che poggeranno su una rete organica di collegamenti, alimentata a livello regionale e nazionale. L’obiettivo finale è fare in modo che progressivamente, entro il 2050, la maggioranza dei cittadini e delleimprese europei non disti più di 30 minuti di viaggiodalla rete principale. Anche perché si prevede che entro il 2050 il trasporto merci crescerà dell’80% e il trasporto passeggeri di oltre il 50%. La nuova rete centrale sarà istituita entro il 2030 e collegherà:

  •  94 porti europei principali mediante collegamenti ferroviari e stradali;
  •  38 aeroporti principali mediante collegamenti ferroviari verso grandi città;
  • 15.000 km di linee ferroviarie convertite ad alta velocità,
  • 35 progetti transfrontalieri destinati a ridurre le strozzature.

Sono 5 le grandi problematiche da affrontare a livello europeo:

  1. i collegamenti mancanti, in particolare nelle tratte transfrontaliere, che costituiscono un ostacolo alla libera circolazione delle merci e dei passeggeri;
  2. la notevole disparità sotto il profilo della qualità e della disponibilità di infrastrutture sia tra gli Stati sia al loro interno;
  3. la frammentazione dell’infrastruttura tra i diversi modi di trasporto: mancanza di capacità multimodale che invece ha un enorme potenziale;
  4. gli investimenti nelle infrastrutture dovrebbero contribuire a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti del 60% entro il 2050;
  5. gli Stati membri continuano ad avere norme e requisiti operativi diversi, in particolare in materia di interoperabilità: questo aggiunge ulteriori ostacoli alle infrastrutture di trasporto.


I NUOVI CORRIDOI
I 9 corridoi individuati all’interno dell’Unione Europea segnano un enorme progresso nella pianificazione delle infrastrutture dei trasporti. Ogni corridoio deve includere 3 modi di trasporto, 3 Stati membri e 2 sezioni transfrontaliere. Saranno create “piattaforme di corridoio”, strutture di governance che elaboreranno e attueranno “piani di sviluppo di corridoio” in coordinazione con tecnici europei. Ecco quali sono i nuovi corridoi:

  1. Il corridoio Baltico-Adriatico è uno dei più importanti assi stradali e ferroviari transeuropei: collega il Mar Baltico al Mare Adriatico attraversando zone industrializzate che vanno dalla Polonia a Vienna, alla Regione delle Alpi orientali e all’Italia settentrionale. La sua realizzazione comprende importanti progetti ferroviari come la galleria del Semmering, la linea ferroviaria del Koralm in Austria e le sezioni transfrontaliere tra Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia.
  2. Il corridoio Mare del Nord-Mar Baltico collega i porti della costa orientale del Baltico con quelli del Mare del Nord. Il corridoio collegherà la Finlandia con l’Estonia con navi traghetto e creerà collegamenti stradali e ferroviari moderni tra i 3 Stati baltici, da un lato, e Polonia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, dall’altro. Il corridoio comprende anche collegamenti fluviali tra il fiume Oder e i porti di Germania, Paesi Bassi e Belgio, come il “Mittelland-Kanal”. Il progetto più importante è il “Rail Baltic”, una ferrovia a scartamento standard tra Tallinn, Riga, Kaunas e la Polonia nordorientale.
  3. Il corridoio Mediterraneo collega la Penisola iberica con il confine ungro-ucraino, costeggiando il litorale mediterraneo della Spagna e della Francia per poi attraversare le Alpi nell’Italia settentrionale in direzione est, toccando la costa adriatica in Slovenia e Croazia, e proseguire verso l’Ungheria. A parte il fiume Po e qualche altro canale nel Norditalia, il corridoio è essenzialmente stradale e ferroviario. I principali progetti ferroviari sono i collegamenti Lione-Torino e la sezione Venezia- Lubiana.
  4. Il corridoio orientale/mediterraneo orientale collega le interfacce marittime del Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Nero e Mediterraneo ottimizzando l’uso dei relativi porti e delle rispettive autostrade del mare. Includendo l’Elba come via navigabile interna si miglioreranno le connessioni tra la Germania Nord, la Repubblica ceca, la regione della Pannonia e il sudest dell’Europa. Il corridoio prosegue via mare dalla Grecia a Cipro.
  5. Il corridoio scandinavo-mediterraneo è un asse nord-sud cruciale per l’economia europea. Attraversando il Mar Baltico dalla Finlandia e dalla Svezia e passando attraverso la Germania, le Alpi e l’Italia, collega i principali centri urbani e porti scandinavi e della Germania Nord ai centri industrializzati della Germania Sud, dell’Austria e del Norditalia e ai porti italiani e alla Valletta. I progetti più importanti sono il collegamento fisso del Fehmarnbelt e la Galleria del Brennero, con le rispettive vie di accesso. Il corridoio raggiunge Malta via mare passando dalla Sicilia.
  6. Il corridoio Reno-Alpi costituisce una delle rotte merci più trafficate d’Europa: collega i porti di Rotterdam e Anversa con quello di Genova attraversando la Svizzera e alcuni dei principali centri economici della Ruhr, le regioni del Reno-Meno- Neckar e Milano. È un corridoio multimodale che include il Reno come via navigabile interna. I principali progetti sono le gallerie di base in Svizzera e le loro vie di accesso in Germania e Italia.
  7. Il corridoio atlantico collega la parte Ovest della Penisola iberica e i porti di Le Havre e Rouen a Parigi ed a Mannheim/Strasburgo con linee ferroviarie ad alta velocità e linee ferroviarie convenzionali parallele, includendo la Senna come via navigabile interna.
  8. Il corridoio Mare del Nord-Mar Mediterraneo va dall’Irlanda e dal Regno Unito fino al Mare Mediterraneo nel sud della Francia attraverso i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo. È un corridoio multimodale che comprende acque navigabili interne nel Benelux e in Francia: offrirà servizi migliori tra i porti del Mare del Nord, i bacini fluviali di Mosa, Reno, Schelda, Senna, Saona e Rodano e i porti di Fos-sur-Mer e Marsiglia. Migliorerà l’interconnessione tra le isole britanniche e l’Europa continentale.
  9. Il corridoio Reno-Danubio, le cui arterie fluviali principali sono il Meno e il Danubio, collega le regioni centrali intorno a Strasburgo e Francoforte sul Meno attraverso la Germania meridionale a Vienna, Bratislava e Budapest per arrivare al Mar Nero, con una sezione tra Monaco di Baviera e Praga, Zilina, Kosice e il confine ucraino.


Si stima che gli investimenti necessari per la rete centralenel periodo 2014-2020 arrivino a 250 miliardidi euro. La Commissione Europea pubblicherà regolarmente inviti agli Stati membri a presentare proposte: ce n’è già uno per un finanziamento di 12 miliardi di euro a disposizione degli Stati che devono proporre progetti entro il 26 febbraio 2015.
Nel suo intervento al Consiglio informale dei Ministri dei Trasporti dell’Unione Europea a Milano, il Ministro Maurizio Lupi ha chiesto un sistema di regole che comprenda sanzioni per chi “sbaglia” e che assicuri la realizzazione delle grandi opere di collegamento all’interno della Ue. ‘’Sarebbe opportuno prevedere veri atti contrattuali tra l’Unione Europea e i singoli Stai membri coinvolti negli investimenti di corridoio che definiscano gli impegni e le sanzioni in caso di inadempienze”.
Lupi ha toccato il tema di una nuova governance per i corridoi paneuropei, degli strumenti di finanziamento per la realizzazione della grande rete di collegamento trans-europea e delle garanzie sulla fattibilità delle opere. In particolare il Ministro ha puntato il dito contro “una significativa carenza di finanziamenti disponibili a livello pubblico e privato per coprire anche solo i 250 miliardi di euro necessari per completare la rete centrale dei corridoi, nonostante il notevole sforzo finanziario compiuto dall’Ue”.
Secondo Lupi bisogna valutare la trasparenza e lafattibilità delle opere. L’auspicio è che l’Europa valuti l’insediamento “di una commissione i cui membri vengano scelti tra gli attuali 9 coordinatori dei corridoi strategici per individuare i progetti prioritari da realizzare e finanziare”. Ma allo stesso tempo deve essere “certezza della cantierabilità dei progetti nel quadro di una realizzazione complessiva e funzionale dell’intero corridoio”.


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