Trasparenza e accountability, nuove regole per le imprese

Anche la responsabilità sociale di impresa si inscrive in un percorso di maggiore trasparenza e accountability: le imprese dovranno redigere annualmente una dichiarazione relativa alla questioni ambientali, sociali, relative al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta alla corruzione. La dichiarazione dovrà contenere una descrizione delle politiche, dei risultati e dei rischi connessi a tali materie. Il 15 aprile 2014 il Parlamento europeo ha approvato in seduta plenaria la proposta di Direttiva sulla trasparenza dell’informativa societaria in tema di CSR e sostenibilità. Il documento offre un’integrazione alle disposizioni sulla reportistica di bilancio presenti nella Direttiva 2013/34; dovrà essere recepito nei prossimi 24 mesi dagli Stati Membri nella legislazione nazionale e la Commissione europea dovrà pubblicare una guida non-vincolante, al fine di fornire indicazioni di tipo metodologico sulla rendicontazione.
La nuova direttiva prevede che le imprese o i Gruppi che operano nell’Unione Europea e che contano su più di 500 dipendenti rendano pubbliche, su base annuale, le informazioni di natura non strettamente finanziaria, ossia i dati ambientali, sociali e relativi alla governance, oltre che le policy di genere, quelle concernenti il rispetto dei diritti umani e quelle sulla gestione della diversità.
L’adozione della Direttiva dovrebbe indurre ad un miglioramento della trasparenza e dell’accountability di alcune grandi imprese operanti in Europa, in merito ai temi non-finanziari, essendo diretta ad organizzazioni in possesso di determinati criteri (ovvero circa 6000 imprese in Europa e circa 300-400 realtà italiane):
1. Essere una grande impresa, con un bilancio di almeno 20.000.000 Euro o un fatturato netto di 40.000.000 Euro.
2. Avere più di 500 dipendenti.
3. Essere un ente di interesse pubblico: particolarmente le aziende quotate, gli istituti di credito, le assicurazioni o altre imprese considerate come tali dalla legislazione nazionale in ragione della natura della loro attività, della loro dimensione o della forma societaria.
La rendicontazione deve avvenire secondo il principio “comply or explain“, per cui l’impresa che non ha una politica specifica su una delle aree non-finanziarie evidenziate è tenuta a fornire una spiegazione di tale assenza. L’emissione del Bilancio di Sostenibilità, qualora i dati ivi contenuti rispettino i requisiti previsti dalla direttiva, può essere considerata condizione sufficiente al soddisfacimento del principio, altrimenti onorato tramite la pubblicazione di una dichiarazione non-finanziaria da allegare al bilancio annuale. I risultati prospettati dall’applicazione della Direttiva, anche se non arriveranno in tempi brevi, segnano in ogni caso una vittoria per i network e le organizzazioni internazionali come l’OCSE, il GRI, l’EMAS, l’ILO che lavorano sul miglioramento ed il rafforzamento degli standard di rendicontazione non finanziaria.
Infine, tornando a casa nostra, di recente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento interministeriale concernente l’individuazione delle modalità in base alle quali si tiene conto del rating di legalità attribuito alle imprese operanti nel territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di 2 milioni di euro ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario. Il Regolamento identifica, tra le possibili opzioni a disposizione per incrementare il rating, “l’adozione di processi volti a garantire forme di Corporate Social Responsibility anche attraverso l’adesione a programmi promossi da organizzazioni nazionali o internazionali e l’acquisizione di indici di sostenibilità”. Il reporting di sostenibilità rientra tra i processi eligibili all’upgrade del rating, con riferimento a standard internazionali, come la versione G4 della linea guida GRI e l’Integrated Reporting Framework promosso dall’IRRC. Ci sono, dunque, tutte le premesse per un salto di qualità decisivo nel percorso di integrazione della sostenibilità nelle strategie d’impresa.


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