Energia, cresce la domanda mondiale ma cala quella dell’UE

Luso dell’energia a livello mondiale crescerà di un terzo nel 2040 e la spinta principale della domanda arriverà da India, Cina, Africa, Medio Oriente e Sudest asiatico: in generale l’aumento della domanda riguarderà solo i Paesi non membri Ocse, mentre l’Unione europea registrerà una contrazione del 15%, il Giappone del 12% e gli Stati Uniti del 3%. È lo “sce nario principale” previsto dal World energy outlook dell’Agenzia internazionale dell’energia che aggiunge: nei prossimi 25 anni, a livello globale, sarà sempre più consistente l’apporto delle energie rinnovabili, mentre il peso del carbone scenderà dal 41% al 30%, e  nucleare  ed  energia  idro  manterranno  le  attuali posizioni. Nel 2040 la generazione da impianti di energia rinnovabile raggiungerà una quota del 50% nell’Unione europea, del 30% in Cina e Giappone e supererà il 25% in India e negli Stati Uniti: il carbone, invece, non raggiungerà il 15% da nessuna parte tran ne che in Asia.

“Il raggio di copertura delle normative obbligatorie sull’efficienza energetica si è allargato a oltre un quar to dei consumi energetici globali - si legge nell’Outlook - i piani climatici già presentati in vista della Cop21 sono pieni di impegni sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica e ciò si riflette nel dato contenuto nel rap porto secondo il quale le rinnovabili sono destinate a diventare la prima fonte di produzione di nuova energia da oggi al 2040. Il loro utilizzo cresce in tutto il mondo, con una maggiore concentrazione nel settore elettrico, dove le rinnovabili supereranno il carbone come fonte principale intorno al 2030” mentre nel giro di ulteriori 10 anni “la generazione di elettricità basata sulle rinnovabili avrà raggiunto il 50% in Europa”.


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