Parola d’ordine: rafforzare la proprietà intellettuale

Oggi, per via della crisi economica e della competizione globale, le aziende dipendono sempre di più dalle conoscenze e dall’innovazione di cui dispongono. La proprietà intellettuale contribuisce a garantire che questi beni di grande valore siano adeguatamente salvaguardati affinché le imprese vengano premiate per le loro idee e iniziative imprenditoriali. Il problema è che anche le organizzazioni criminali sono assolutamente consapevoli del crescente valore dei diritti di proprietà intellettuale. Ecco perché è importante che le autorità di controllo e contrasto contribuiscano a proteggere la proprietà intellettuale, che può essere rubata, copiata illegalmente, venduta o utilizzata in modo improprio come qualsiasi altra forma di proprietà. Dogana, polizia, ispettori di mercato, procuratori e giudici svolgono un ruolo cruciale nella tutela di questi diritti.

Sul piano legislativo qualcosa si è mosso: a maggio scorso  la  commissione  Commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato il progetto di relazione dell’eurodeputata italiana Alessia Mosca sulla “Strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi”. I settori produttivi maggiormente interessati dai diritti di proprietà intellettuale, secondo i dati della Commissione europea, rappresentano circa il 39% del Pil dell’Unione (circa 4,7 miliardi di euro all’anno) e generano fino al 35% dell’occupazione totale. Ma, a causa della contraffazione e della pirateria, ogni anno l’Europa perde circa 8 miliardi di euro. Per far fronte a queste perdite, nel 2014 la Commissione Ue ha presentato una nuova strategia per la promozione dei diritti di proprietà intellettuale al di fuori dell’Ue, con l’intento di sostenere le imprese europee nel mercato internazionale e promuovere la crescita dell’Unione.

Nel progetto di relazione l’eurodeputata analizza i punti di forza e le debolezze della nuova strategia della Commissione, apprezzando lo sforzo per “garantire un equilibrio tra interessi divergenti”, ma sottolineando la mancata chiarezza nella definizione dei mezzi e dei metodi per l’attuazione della strategia. Per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini nella difesa dei diritti di proprietà intellettuale, ad esempio, le misure proposte dalla Commissione “non riescono a spiegare come debba conseguirsi un più ampio sostegno da parte del pubblico”, e sul fronte della tutela online dei diritti di proprietà intellettuale, Mosca invita la Commissione e gli stati membri a siglare protocolli d’intesa con le piattaforme web per bloccare le vendite di merci contraffatte, introducendo l’obbligo per le banche di sanzionare automaticamente le frodi in Internet.

La proprietà intellettuale deve essere prioritaria anche nei negoziati per gli accordi bilaterali di libero scambio, con un riconoscimento da entrambe le parti del fatto che la libertà d’impresa presuppone il rispetto di questi diritti. In merito alla raccolta di informazioni e dati sugli aspetti economici della proprietà intellettuale, la relazione approvata sostiene l’istituzione, da parte della Commissione Ue, dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, struttura indipendente e dotata di risorse dedicate. E per i casi, abbastanza frequenti, di violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi, si suggerisce che “gli operatori economici e i consumatori dell’Ue vengano protetti in maniera specifica mediante un numero interno dell’helpdesk per i diritti di proprietà intellettuale”.


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