Farmaci contraffatti, il nuovo business: UE verso un nuovo codice a barre

I prodotti da taroccare non mancano mai: dai cosmetici all’agroalimentare, dall’abbigliamento ai giocattoli, dai prodotti elettronici ai pezzi di ricambio automobilistici, il mercato della pirateria non va mai in crisi. Ma la vera nuova frontiera sono i farmaci: da quelli di marca ai generici, dai farmaci salvavita ai dispositivi medici, il fenomeno ha ormai raggiunto proporzioni tali da rappresentare un grave problema di salute pubblica, oltre che un ingente danno economico.

Fino a qualche anno fa ne erano coinvolti quasi esclusivamente i Paesi in via di sviluppo, ma oggi questo mercato è arrivato anche da noi. L’Europa, in particolare la Svizzera, sta diventando una piattaforma importante di questo gigantesco affare illecito e pericoloso. Basta ricordare l’enorme sequestro avvenuto all’aeroporto di Zurigo di un milione di campioni di falso Xanax, uno degli ansiolitici più diffusi, destinati all’Egitto. Ma l’Italia non è  da meno. Ad esempio quest’anno, nell’ambito dei controlli transfrontalieri svolti per la campagna “Estate tranquilla”, i Nas hanno sequestrato 342mila confezioni di siringhe sterili monouso, prive della marcatura CE e con marchio di qualità falsificato, e 60mila confezioni di farmaci contraffatti in transito al porto di Bari. In totale, dispositivi medici e farmaci dal valore di circa 730 mila euro.

E come succede per gli altri prodotti, anche per i farmaci contraffatti Internet rappresenta un’enorme possibilità di vendita: si è cercato, di recente, di mettere un freno al proliferare di false farmacie online, con la direttiva comunitaria 2011/62 secondo cui è permessa la vendita sul web soltanto dei farmaci senza ricetta e solo da parte delle farmacie autorizzate, che sono tracciate e identificabili. C’è poi la possibilità per il Ministero, attraverso la collaborazione con i Nas, di individuare e bloccare i portali che vendono farmaci illecitamente.

C’è poi un altro fenomeno che sta dilagando e che metto in serio pericolo la nostra salute e l’intero sistema sanitario nazionale: il furto di farmaci dagli ospedali. Una ricerca di Transcrime, il Centro di ricerca sulla criminalità transnazionale della Cattolica di Milano e dell’Università degli Studi di Trento, ha fotografato la situazione tra il 2006 e il 2014: in totale sono 110 i casi di furti negli ospedali italiani, di cui quasi 90 negli ultimi due anni. Un fenomeno che fino al 2011 praticamente non esisteva, ma che adesso crea un danno alle casse dello Stato da 22 milioni di euro, cifra ampiamente sottostimata. I più rubati sono i farmaci oncologici (32 furti), gli immunosoppressori (13), gli antireumatici (12), ma anche viagra e dimagranti. E dove succedono questi furti? Campania e Puglia coprono da sole il 45% del totale. Segue il Molise.

Il problema è doppio perché si tratta di farmaci di classe H, che possono essere usati solo negli ospedali, quindi non sono venduti in farmacia, e sono a intero carico del servizio sanitario nazionale. Questo vuol dire che chi li ruba poi può rivenderli ad altri ospedali o cliniche, in Italia o all’estero, che non sanno (o sanno) cosa stanno comprando. Un’indagine dei Carabinieri sui furti di Herceptin (un anti-cancro) ha scoperto che le partite rubate erano state rivendute a farmacie e fornitori in Gran Bretagna, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda, Finlandia, Italia, dopo essere state ripulite in Lituania, Slovacchia, Ungheria, Italia, Slovenia e Romania. Trasformate cioè in farmaci appena usciti di fabbrica, mai immessi sul mercato. A coprire il resto della domanda c’è poi il web, soprattutto per i farmaci usabili nel doping.

Un passo in avanti verso la lotta alla contraffazione dei farmaci è stato fatto con l’approvazione, da parte della Commissione Europea, degli Atti Delegati in merito ai requisiti di sicurezza presenti sulle confezioni dei medicinali per uso umano. Atti che implementano alcuni dei requisiti della Direttiva 2011/62/UE sui Medicinali Contraffatti (FMD-Falsified Medicines Directive), nata con l’intento di combattere contraffazione, ricettazione, e medicinali scaduti. La bozza di legge era stata pubblicata ad agosto ed è stata adottata qualche giorno fa. Da quando gli Atti Delegati saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, gli Stati membri avranno 3 anni di tempo per adeguarsi.

La FMD prevede che tutti i farmaci abbiano un codice unico, a barre 2D serializzato per essere identificati, un dispositivo anti-manomissione sull’imballaggio esterno, e un sistema per verificare il codice unico nel punto di erogazione. Questo meccanismo rappresenta una reale opportunità per evitare che i medicinali contraffatti, scaduti e prodotti richiamati possano arrivare nelle mani dei pazienti in tutta Europa. Il documento sarà applicato a tutti gli Stati membri dell’Ue, tranne Italia, Belgio e Grecia che dispongono già di un sistema di serializzazione, così come ai paesi dello Spazio economico europeo (SEE), come Norvegia, Islanda, Liechtenstein più la Svizzera. Le misure adottate nel corso dei prossimi mesi dalle case farmaceutiche e dalle Associazioni connesse sono di vitale importanza per il successo della Direttiva Europea sui farmaci contraffatti.

Soddisfazione per l’adozione degli Atti Delegati da parte di Aegate, leader nei sistemi di autenticazione dei medicinali, la cui tecnologia di autenticazione è già attiva nelle farmacie di 9 Paesi europei (Belgio, Italia, Grecia, Irlanda, Cipro, Polonia, Paesi Bassi, Romania e Regno Unito).

Aegate si avvale di un sistema altamente sicuro, in tempo reale, per verificare l’autenticità delle medicine dal produttore alla farmacia, e soddisfa i requisiti della legislazione europea. Il suo obiettivo è quello di lavorare con gli stakeholder per garantire che le farmacie e gli altri enti di erogazione in tutta l’Unione europea siano pronti alla Direttiva Europea sui Farmaci Contraffatti.

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