Qual è la strategia dell’Europa per fermare la contraffazione?

Intervista a Slawomir Tokarski, Direttore Generale per l’Innovazione e la Produzione della DG Crescita

Cosa sta facendo l’Europa per combattere il fenomeno della contraffazione?

La Commissione Europea è impegnata da tempo nella lotta alla contraffazione. Ha armonizzato le leggi all’interno dell’Unione Europea per creare regoli comuni su come affrontare la contraffazione nei Tribunali e in ambito transfrontaliero. Il 1° luglio 2014 ha poi adottato un Piano d’Azione per il rafforzamento dei Diritti di Proprietà Intellettuale che comprende una serie di iniziative chiave nel mercato interno al fine di affrontare le violazioni su scala commerciale. Questa azioni vanno da una maggiore sensibilizzazione dei consumatori ad un coinvolgimento diretto degli intermediari di tutta la filiera, fino alla promozione dello scambio delle buone pratiche e delle metodologie tra le varie autorità nazionali. In questo contesto la Commissione Europea ha creato un Gruppo di esperti sul rafforzamento dei Diritti di Proprietà Intellettuale che raccoglie rappresentanti delle autorità pubbliche degli Stati membri. La Commissione segue anche molto attentamente il lavoro dell’Osservatorio Europeo sulle violazioni dei Diritti di Proprietà Intellettuale che è stato creato nel 2009.

C’è poi una risoluzione del Consiglio, adottata a marzo 2013, che ha predisposto un Piano d’Azione doganale europeo per combattere le violazioni dei Diritti di Proprietà Intellettuale per il periodo 2013-2017. Questo Piano d’Azione include una serie di obiettivi chiave che coprono tutti gli aspetti del rafforzamento transfrontaliero dei Diritti di Proprietà intellettuale, incluso il rafforzamento della cooperazione con i principali Paesi di origine, transito e destinazione delle merci contraffatte.

Particolare attenzione è posta anche sulla tutela dei nostri titolari di diritti che si trovano in Paesi terzi. Stiamo cercando di esportare gli alti standard e le regole efficienti che abbiamo in Europa, includendoli in accordi commerciali internazionali (ad esempio in quelli con Corea, Singapore, Canada, Colombia, Perù, Vietnam, Ucraina). Abbiamo avviato anche il dialogo con le autorità di alcuni Paesi terzi cruciali come la Cina, il Brasile, la Tailandia, l’Ucraina e la Turchia, per comunicare loro specifici problemi che riguardano le nostre aziende e i nostri scienziati.

L’Europa, infine, finanzia programmi di assistenza tecnica per aiutare questi Paesi terzi a migliorare il loro sistema di IP (Protezione Intellettuale), ma anche per aiutare le nostre piccole e medie imprese a proteggere i loro diritti: un esempio sono gli Help-Desk in Cina, America Latina e Asia.

Quali sono le nuove facce della contraffazione?

I contraffattori sono diventati sempre più efficienti negli ultimi anni. Lo sviluppo delle nuove tecnologie, come quelle dell’informazione e della comunicazione, e la complessità della filiera globale di distribuzione ha facilitato la produzione di massa e il commercio dei prodotti contraffatti. Tutti i settori sono colpiti dalla contraffazione e tanti prodotti che usiamo quotidianamente ne vengono coinvolti (dall’abbigliamento ai cosmetici, dai farmaci ai dispositivi elettronici, dall’alimentare agli alcolici). L’aspetto preoccupante è che questo fenomeno non soltanto priva le aziende europee di una parte dei loro guadagni, ma rappresenta una grave minaccia per la salute dei consumatori.

Internet è un terreno fertile per la vendita di prodotti contraffatti. Cosa possono fare i consumatori per non cadere nella trappola?

I consumatori possono evitare di acquistare prodotti contraffatti facendo acquisti da siti sicuri come i portali ufficiali delle aziende o le piattaforme raccomandate. Per quanto riguarda questo aspetto, sono stati fatti grandi passi avanti per limitare I rischi della vendita online di prodotti contraffatti. Inoltre la Commissione Europea ha incoraggiato attivamente il dialogo tra I titolari di diritti e gli intermediari con l’obiettivo di migliorare la cooperazione ed identificare una risposta e una strategia comuni. Uno di questi dialoghi ha portato alla firma, nel maggio 2011, di un Memorandum d’Intesa sulla vendita online dei prodotti contraffatti tra i proprietari dei brand e le piattaforme online.

Questo Memorandum prevede, tra le altre cose, alcune misure concrete come le azioni di “notifica e rimozione” quando un prodotto contraffatto viene identificato sulla piattaforma Internet.

Come è possibile mettere un freno alla vendita dei farmaci contraffatti? Quali sono i nuovi rischi legati a questo fenomeno?

Così come succede per gli altri tipi di prodotti, fermare la vendita dei farmaci contraffatti è un’impresa difficile che richiede che  tutti I soggetti chiave della filiera produttiva e distributive collaborino e sviluppino insieme diligenza professionale e meccanismi di gestione e valutazione dei rischi. Tuttavia, efficaci tecnologie di tracciabilità e localizzazione possono contribuire all’individuazione dei farmaci illegali all’interno nella filiera.


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