Martin Siecker, presidente sezione Mercato unico, produzione e consumo del Cese: “Dobbiamo colmare il gap tra le intenzioni e le azioni del consumatore”

Le conclusioni della Giornata Europea del Consumatore sono state affidate a Martin Siecker, presidente della sezione specializzata “Mercato unico, produzione e consumo” del Comitato economico e sociale europeo. Noi lo abbiamo intervistato.

Qual è il principale messaggio emerso da questa 17esima   edizione   della   Giornata   Europea   del Consumatore?
Il messaggio più importante emerso dalla Giornata di quest’anno è che l’informazione per il consumatore è cruciale. Abbiamo a disposizione enormi quantità di informazioni e da questa mole di dati il consumatore deve riuscire a tirar fuori quello che è rilevante per lui. Inoltre, soprattutto online, le informazioni non sono sempre oggettive e il consumatore deve mettere insieme informazioni da fonti diverse per essere sicuro che quello che ha trovato corrisponde ai fatti reali. Dunque è questa la vera sfida per i responsabili politici e per le associazioni dei consumatori: trovare il modo migliore affinché il consumatore venga correttamente informato.

Oggi le abitudini di consumo sono profondamente cambiate.  Questo  è  più  un  risultato  della  crisi economica  o  della  diffusione di  nuovi  modelli  di consumo, come l’e-commerce e i gruppi d’acquisto? Non posso sostenere che in generale siano profondamente cambiate le abitudini dei consumatori. Gran parte dei consumatori mantengono le loro vecchie abitudini o cercano di adeguarle alle nuove tecnologie disponibili. Ma ci sono alcune nuove tendenze e forme di consumo che emergono in parte come conseguenza della crisi economica e in parte  come conseguenza dello sviluppo del mercato digitale. Uno di questi modelli è il consumo collaborativo che - secondo il parere del Cese - offre un’alternativa interessante al tradizionale modello di consumo che era (ed è ancora) basato sull’urgenza del possesso e dell’accumulare e consumare sempre di più.

È possibile collegare questi cambiamenti ad una maggiore consapevolezza sull’importanza del consumo responsabile?
Il consumo collaborativo è sicuramente legato ad un’attitudine di maggiore responsabilità. Tu non vuoi condividere le tue cose con degli sconosciuti se non ti fidi di loro e la fiducia può crescere soltanto se i consumatori si comportano in modo responsabile. Tuttavia al di fuori del contesto di un consumo collaborativo il concetto di consumo responsabile pone ancora qualche problema. Sembra che i consumatori siano diventati sempre più consapevoli dell’impatto che l’atto del consumo ha sulla loro salute, sulla società e sul pianeta intero, ma per diverse ragioni trovano difficile cambiare i loro modelli e i loro bisogni di consumo. Ed ecco che si crea un gap tra le intenzioni dei consumatori e le loro azioni. Senza superare questo gap non potremo avere un vero consumatore responsabile. Ma la responsabilità del consumo non riguarda solo il consumatore; la responsabilità dei produttori è ugualmente cruciale. Il Cese crede che argomenti come l’obsolescenza programmata o le pratiche commerciali scorrette e ingannevoli debbano essere affrontati.

Qual è la migliore forma di tutela del consumatore nella sharing economy?
Né il Cese, né i partecipanti alla Giornata Europea del   consumatore   hanno   una   chiara   risposta   a questa  domanda,  ma  siamo  tutti  d’accordo  che sia  necessaria  una  forma  di  regolazione.  E  non  è soltanto  una questione che riguarda la protezione del consumatore, ma anche la corretta concorrenza tra le aziende: questa, ad esempio, viene distrutta da alcuni nuovi provider di servizi, come Uber o Airbnb. La sharing economy offre innovative e attraenti forme di consumo per i consumatori che cercano l’offerta migliore   e   modelli   che   corrispondono   alle   loro aspettative e ai moderni stili di vita. Ma si porta dietro anche alcune sfide importanti, come la concorrenza sleale o l’impossibilità di risarcire il consumatore, cui la politica deve riuscire a dare le giuste risposte.

Quale sarà lo scenario dei prossimi mesi per il consumatore europeo? Qual è la battaglia più importante da portare avanti a Bruxelles?
Nei prossimi mesi la Commissione Europea si concentrerà  sulle   attività  di  sensibilizzazione  sul tema  della  legislazione  a  tutela  del  consumatore. Ha,  inoltre,  in  programma  di  lanciare  la  strategia sul  mercato  unico  digitale.  Ci  sono  poi  una  serie di regolamenti che intende adottare, come quello sulla sicurezza dei prodotti, sul quale noi speriamo si riesca finalmente a fare un passo avanti nei negoziati tra Parlamento e Consiglio. Il Cese lavorerà al suo parere sui claim nutrizionali, sociali e ambientali perché crediamo che per aiutare i consumatori a fare scelte più responsabili verso l’ambiente e la società sia necessario eliminare dal mercato qualsiasi tipo di informazione ingannevole e pratica restrittiva.


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