Datagate, l’Ue chiede agli Stati Uniti un codice di buona condotta

A giugno è scoppiato il datagate (programma di "sorveglianza" di massa, definito anche operazione di spionaggio, attuato dall'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti): sui giornali sono apparse notizie piuttosto allarmanti che riguardavano diversi capi di stato europei (e non solo) costantemente "ascoltati" nelle loro conversazioni dalla NSA.

L'Unione europea ha posto con urgenza la questione privacy al vertice dei capi di Stato che si è svolto lo scorso 25 ottobre. Dal dibattito è venuta fuori la decisione di chiedere conto a Washington della vicenda per cercare di giungere ad un accordo transatlantico entro la fine dell'anno ed evitare che quanto accaduto non si ripeta più. E' giunto alla cronaca come, prima dell'inizio della riunione del Consiglio europeo, il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel abbiano tenuto un incontro bilaterale, da cui sono nate l'idea e l'iniziativa franco-tedesca per nuove regole in fatto di rapporti di intelligence tra l'Europa e gli Stati Uniti (un ''codice di buona condotta'').
Una proposta che ha trovato sostegno unanime negli altri 26 capi di Stato e di governo, che a fine giornata hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sul tema.

"I rapporti di partnership – si legge nella dichiarazione dei 28 capi di Stato - deve fondarsi sul rispetto e sulla fiducia, anche nella cooperazione dei servizi segreti. Una mancanza di fiducia potrebbe pregiudicare la necessaria collaborazione nel campo dell'intelligence". I leader europei concordano sulla necessità di avviare colloqui bilaterali con gli Stati Uniti per raggiungere entro la fine dell'anno un'intesa sulle relazioni. L'Unione europea, dunque, ha definito ''una posizione unitaria molto netta e molto forte'' sul caso datagate. La decisione comune è quella di ''richiedere informazioni per un chiarimento che porti a una cooperazione con gli Stati Uniti per evitare che la cosa possa ripetersi. L'obiettivo dell'Unione europea non è quello di creare un antagonismo ma trovare una soluzione.

 


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