ADR-ODR e controversie transfrontaliere

Il 12 marzo il Parlamento Europeo ha approvato in Plenaria a larga maggioranza la direttiva ADR e il regolamento ODR; quest’ultimo consentirà a consumatori e aziende dell’UE di presentare online le controversie derivanti da acquisti online, grazie alla piattaforma ODR. Qualsiasi controversia, secondo i testi approvati dal Parlamento, dovrà essere risolta entro 90 giorni.

La direttiva ADR (approvata con 617 sì, 51 no, 5 astenuti)  dispone la piena copertura ADR a livello di UE: per tutte le controversie contrattuali è disponibile una procedura di ADR in ogni settore di mercato, dai viaggi ai servizi bancari, e in tutti gli Stati membri. Esclusi solo i settori della salute e dell’istruzione. Tutti gli organismi ADR devono soddisfare criteri di qualità che assicurano che essi operano in modo efficace, equo, indipendente e trasparente. Gli operatori commerciali devono informare i consumatori sui propri siti web e nelle clausole relative a termini e condizioni generali di vendita. Tutti gli operatori commerciali sono tenuti a informare i consumatori sull’ADR nel caso in cui non riescano a risolvere direttamente una controversia coi consumatori. Il regolamento ODR (approvato con 622 sì, 24 no, 32 astenuti) consente a consumatori e operatori commerciali dell’UE di presentare le controversie derivanti da acquisti online all’ADR online grazie alla piattaforma ODR che collega tutti gli organismi ADR nazionali. Tale punto di accesso unico è pensato per costituire un sito web interattivo e facile da usare, gratuito e disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE. Gli operatori commerciali online devono fornire sui propri siti web un link elettronico alla piattaforma ODR per informare i consumatori. Sul portale “Your Europe”, sono disponibili moduli di reclamo standard e consigli per gli acquirenti per scegliere il regime di risoluzione più appropriato per la loro controversia.

Le nuove norme comunitarie sui sistemi ADR e quelli specifici per le vendite online sono già state informalmente concordate con gli Stati membri e mirano a garantire che i mediatori siano presenti in tutti i settori economici dei 27 paesi dell’Unione.

A marzo la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica sul procedimento europeo attualmente in vigore per le controversie transfrontaliere di piccola entità, che non superano i 2.000 euro. (Regolamento CE N. 861/2007)  http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:199:0001:0022:IT:PDF
La Commissione europea ha deciso di raccogliere i pareri di consumatori, imprese e opinione pubblica su come si possa migliorare e semplificare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere di modesta entità.

La consultazione durerà fino al 10 giugno 2013, dopodiché la Commissione valuterà i contributi pervenuti ed entro la fine del 2013 riferirà sul funzionamento del procedimento a 5 anni dalla sua introduzione. Il procedimento europeo per controversie di modesta entità è uno strumento semplice ed economico; aiuta il consumatore a far valere i suoi diritti, ad esempio in caso di mancata consegna di merci ordinate da un altro paese dell’UE. Ma dalla relazione presentata lo scorso anno dalla rete dei centri europei dei consumatori è emerso che questo strumento di facile impiego è ancora poco conosciuto e spesso sottoutilizzato. Si pensa quindi ad una revisione del regolamento (applicare il procedimento anche alle controversie di importo superiore ai 2.000 euro, possibilità di inviare online la relativa documentazione giuridica).

A partire dal 2013, i consumatori in 7 paesi pilota (Portogallo, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Repubblica ceca e Austria) possono compilare i moduli per le controversie di modesta entità e portare a termine l’intero iter giudiziario per via elettronica, attraverso il portale “e-Justice”. La versione elettronica dei moduli standard è già disponibile online (in 22 delle lingue ufficiali dell’UE).


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